Viterbo – È morto Vito Ferrante, tra le figure più stimate della società civile viterbese, presidente dell’associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia (Afesopsit) e da sempre impegnato nella difesa dei diritti delle persone più fragili.
Uomo di straordinario rigore morale e di grande generosità, Ferrante ha rappresentato per anni un punto di riferimento per famiglie, associazioni e servizi pubblici impegnati nell’assistenza rispettosa della dignità umana. La sua attività si è sviluppata in modo costante e concreto, attraverso iniziative di solidarietà e un impegno quotidiano accanto a chi vive situazioni di difficoltà.
Già consigliere comunale di Viterbo, ha affiancato al ruolo istituzionale una presenza attiva nel volontariato, diventando una delle personalità più riconosciute nell’ambito dell’impegno sociale e civile del territorio.
Vito Ferrante
Ferrante era anche uno scultore apprezzato, capace di esprimere attraverso l’arte una profonda sensibilità umana. Una dimensione che si intrecciava con il suo percorso civile, sempre orientato alla promozione della partecipazione, della democrazia e dei diritti.
Nel corso degli anni ha promosso innumerevoli iniziative di solidarietà concreta, contribuendo a costruire reti di sostegno e percorsi di inclusione. Il suo impegno lo ha reso un punto di riferimento per i movimenti democratici e per tutte le realtà impegnate nella tutela dei diritti umani. Con la sua scomparsa, Viterbo perde una figura centrale del volontariato e dell’impegno civile, capace di lasciare un segno profondo nella comunità.
Pioggia di messaggi di cordoglio per la scomparsa di Ferrante che, non solo lascia un vuoto incolmabile nel cuore di chi l’ha conosciuto, ma una settimana fa, perse sua figlia Vittoria a cui era particolarmente legato e a cui ha dedicato le sue energie, la sua vita per le battaglie affrontate. Lascia la moglie, due figli e i nipoti.
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