Sutri – È morta la storica dell’arte Dóra Sallay, a Sutri studiò alcuni dipinti ora custoditi a Budapest.
Dóra Sallay
Si è spenta il 14 aprile 2026 la storica dell’arte Dóra Sallay, figura di riferimento internazionale per lo studio della pittura italiana tra Due e Quattrocento, curatrice dei dipinti italiani (1250-1500) del Museo di Belle Arti di Budapest e autrice di importanti pubblicazioni, tra cui il “Corpus of Sienese Paintings in Hungary 1420-1510”.
Una perdita che non riguarda soltanto il mondo accademico, ma tocca da vicino anche la Tuscia e, in particolare, Sutri. Proprio qui Sallay era stata accolta negli anni scorsi per approfondire i suoi studi sui dipinti italiani conservati nelle collezioni ungheresi, intrecciando il suo lavoro con la storia e le tracce artistiche del territorio. Un legame concreto, fatto di ricerca, confronto e condivisione.
Durante il suo soggiorno, la studiosa aveva avuto accesso a due appartamenti nel centro storico di Sutri, che un tempo conservavano decorazioni della fine del XV secolo oggi custodite a Budapest. Un momento raro, reso possibile dalla disponibilità di privati cittadini che avevano aperto le porte delle proprie case, trasformando uno spazio domestico in luogo di studio e riscoperta. Un gesto che Sallay aveva apprezzato profondamente, riconoscendo il valore della partecipazione diretta alla tutela del patrimonio.
Ma il rapporto con il territorio non si era fermato qui. Fondamentale era stato anche il confronto con la Soprintendenza e il dialogo avviato sul campo, fino al cantiere di restauro della chiesa di San Michele Arcangelo, a Formello. Proprio lì, tra ponteggi e affreschi, Sallay aveva portato il suo sguardo attento, soffermandosi su dettagli iconografici, angeli e stemmi, in un continuo scambio tra ricerca teorica e lavoro di conservazione.
Un momento particolarmente significativo era stato il 27 settembre 2024, quando la studiosa aveva presentato a Formello, in anteprima, alcune ricerche ancora inedite, mettendo in relazione le decorazioni di Sutri con quelle della chiesa locale. Un contributo prezioso, destinato a diventare un punto di riferimento per gli studi futuri sulla pittura tardo-quattrocentesca nella Tuscia e per il prosieguo degli interventi di restauro.
Di quei giorni resta anche un sogno condiviso: riportare, almeno temporaneamente, i dipinti oggi conservati a Budapest proprio a Sutri, in una mostra capace di restituire al territorio una parte della sua storia dispersa. Un’idea che ora assume il valore di un’eredità morale.
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