Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il comando di polizia locale di Viterbo versa in condizioni di criticità non più tollerabili.
Viterbo – Comando polizia locale
Quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della sicurezza cittadina è oggi un apparato bloccato da logiche organizzative degli anni ’90 e da una carenza strutturale che colpisce la dignità stessa dei lavoratori. Tra le tante criticità riscontrate, si elencano di seguito quelle più urgenti che necessitano di attenzione immediata:
1) Vigilanza territoriale: l’organizzazione dei servizi riflette una realtà che a Viterbo non esiste più dagli anni ’90. Il centro storico si è svuotato, il commercio si è spostato nelle aree periferiche e nei grandi shopping center, dove il traffico è intenso. Le pattuglie di pronto intervento e infortunistica che operano fuori dal centro storico sono numericamente insufficienti, il personale è costretto a coprire tutto il territorio comunale, con tempi di intervento dilatati e una presenza sul capoluogo che non riesce a garantire la necessaria prevenzione e sicurezza proprio nelle zone a maggior rischio incidenti, continuando a mantenere tre pattuglie all’interno del centro storico. Un cambio di rotta nella gestione delle zone di competenza, era auspicabile, ma dopo la pubblicazione dei nuovi turni di servizio, nulla è cambiato dalla metodologia degli anni ’90.
2) La polizia locale è frenata da attività non d’istituto che sottraggono risorse alle attività di competenza: per far fronte all’incremento delle pratiche amministrative e burocratiche d’ufficio, (pratiche amministrative per il rilascio degli abbonamenti dei parcheggi per la società Francigena, segnaletica stradale, ordinanze per altri settori, controllo ascensori) si è reso necessario distogliere unità operative dalla strada svuotando i turni di vigilanza esterni, compromettendo la visibilità e l’efficacia del servizio sul territorio. Al fine di garantire una copertura minima accettabile, risulta ormai indispensabile che tutto il personale presti servizio secondo l’orario contrattuale pieno. Il ricorso a regimi di orario ridotto aggrava ulteriormente una carenza organica già di per sé problematica.
3) Gestione del personale e sicurezza: invitiamo chi di competenza ad avere una “maggiore attenzione” nella gestione delle risorse umane a seguito di criticità riscontrate più volte nella programmazione dei turni, nel particolare a seguito di una manifestazione, il personale ha effettuato un servizio di undici ore trenta con solo cinque ore di riposo tra i due turni (antimeridiano-pomeridiano) quando per la normativa vigente devono essere effettuate 11 ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore. La sicurezza non può essere fatta a metà, operare in contesti complessi con agenti anche disarmati è un rischio che non possiamo più permetterci: è un pericolo sia per chi è senza difesa che per gli altri colleghi in servizio. E’ indispensabile avere una uniformità di dotazioni oltre che il rilascio dei tesserini di riconoscimento con la placca avente il numero di matricola per gli agenti che ne sono ancora sprovvisti.
4) Tecnologia e Logistica: radio senza “casa” e centrale obsoleta: il supporto tecnologico è fermo a trent’anni fa. Non esiste un locale idoneo per lo stoccaggio e la ricarica degli apparati radiotrasmittenti tanto che gli stessi vengono ricaricati presso il domicilio dei lavoratori o collocati all’interno del Comando in spazi di fortuna, creando disordine inefficienza. La centrale operativa, cuore pulsante del Comando, viene gestita con un solo operatore e, in sua assenza, si ricorre ad un “pescaggio” di fortuna del personale con turni di 2 ore ciascuno. Questo turnover frenetico genera un caos operativo inconcepibile, rendendo quasi impossibile il coordinamento con chi opera sul territorio.
5) Sicurezza Informatica per il personale: dato che l’unico computer a disposizione del nucleo operativo mobile è utilizzato da più persone, usando un’utenza generica o “condivisa” tutto ciò espone sia il comando che il singolo dipendente a rischi molto seri. Se avviene un errore, una cancellazione di dati o un accesso non autorizzato a informazioni riservate, la responsabilità ricade potenzialmente su chiunque abbia usato la postazione. L’utenza personale protegge l’operato dei dipendenti.
6) Spogliatoi non a norma: spogliatoi fuori norma. La situazione dei locali di via Monte Cervino ha superato il limite della decenza. Gli spogliatoi sono inadeguati e difformi rispetto alle normative vigenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, la convenienza degli arredi è pressoché inesistente, con armadietti vecchi e insufficienti. A tal proposito è già stata inoltrata in data 21 marzo la richiesta di un sopralluogo e verifica al servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro della Asl di Viterbo.
Non è più possibile ignorare che il corpo stia operando in condizioni di “emergenza perenne”. Chiediamo un intervento immediato per:
· L’adeguamento dei locali (spogliatoi e igiene) secondo le norme di legge.
· L’aggiornamento tecnologico della centrale operativa, del computer a disposizione del nucleo operativo mobile e delle dotazioni radio.
· Una riforma dei turni che tenga conto della nuova geografia urbana di Viterbo e delle reali necessità dei servizi istituzionali.
La sicurezza dei cittadini di Viterbo passa inevitabilmente attraverso la dignità e l’efficienza di chi è chiamato a garantirla.
Uil Fpl
Coordinamento Provinciale Polizia Locale
Csa – Regioni Autonomie Locali
Segreteria Territoriale di Viterbo
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