Viterbo – Guardia di finanza: scoperto meccanico con doppia contabilità: evase imposte per circa 600mila euro.
Guardia di finanza
“Nell’ambito di un servizio in materia di abusivismo commerciale e contrasto all’evasione fiscale, militari del gruppo di Viterbo – fanno sapere in una nota dalla finanza – hanno ispezionato un’attività di riparazione autoveicoli trovata in possesso di una doppia contabilità.
Durante le attività ispettive presso l’autofficina, parallelamente alle scritture contabili ufficiali, è stata ritrovata copiosa documentazione, cosiddetta parallela, utilizzata esclusivamente per quella clientela che saldava le riparazioni in contanti.
L’espediente messo in atto dal titolare era tanto semplice quanto vantaggioso per lui e per la clientela.
Infatti, anche attraverso l’ausilio di rivenditori compiacenti che avrebbero fornito le parti di ricambio in assenza della prevista documentazione contabile, le riparazioni, che venivano saldate in contanti e in nero ricevevano uno sconto che, hanno accertato i militari, si poteva apprezzare in circa il 20%.
Il meccanismo distorsivo ha prodotto una sistematica evasione d’imposta con un’evidente concorrenza sleale nei confronti degli altri operatori del settore che rispettano le regole.
Ne consegue, che le dichiarazioni presentate dalla ditta per tutti gli anni sottoposti a controllo, sono risultate “infedeli” e sono state accertate maggiori operazioni imponibili non dichiarate pari a circa 600mila euro euro.
La documentazione comprovante la doppia contabilità è stata sottoposta a sequestro ed il titolare dell’officina è stato segnalato all’autorità giudiziaria, per i reati previsti e puniti dal decreto Legislativo 74/2000.
Il risultato conseguito testimonia il costante impegno della guardia di finanza nel contrasto e nella repressione degli illeciti tributari e della concorrenza sleale, quale imprescindibile presidio di legalità a tutela dei cittadini e dell’imprenditoria sana del paese.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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