Graffignano – (sil.co.) – Super stalker da record a Graffignano, imputato per atti persecutori ai danni delle stesse vittime in tre distinti processi. Uno è giunto alle battute finali davanti al giudice Carol Ruggiero, un altro si è aperto mercoledì con l’ammissione delle prove davanti al giudice Jacopo Rocchi, mentre il terzo procedimento è in corso davanti al gup del tribunale di Viterbo dopo la richiesta di rinvio a giudizio.
Aggressione – Foto di repertorio
Tra le accuse anche quella di avere intestato alle presunte vittime contratti vari. Un vecchio vizio, per cui anni fa l’imputato, un trentenne, era stato già denunciato, sempre per stalking, da diversi vicini di casa e compaesani, cui avrebbe ordinato mobili e anche servizi funebri, oltre a fare a nome delle persone offese volture elettriche e telefoniche mai richieste.
L’imputato, difeso dall’avvocato Luca Nisi, nel frattempo è finito in carcere, dopo l’aggravamento della misura scattato per avere inviato, dopo avere ottenuto gli arresti domiciliari, ancora mail alla ex, residente in un centro della bassa Tuscia, con cui avrebbe vissuto una contrastata relazione, finita con persecuzioni e minacce anche ai danni dei genitori. Le vittime si sono costituite parte civile con l’avvocato Patrizia Sentinelli del foro di Roma.
La coppia si sarebbe conosciuta a Viterbo, grazie alla comune passione per il Bingo, poi ci sarebbe stato un fitto scambio quotidiano di messaggi e un rapporto di natura sentimentale, fino a quando l’iniziale armonia sarebbe venuta meno, con conseguente rottura seguita dalle condotte tipiche dello stalking, reato per cui l’imputato è stato denunciato più volte.
I fatti vanno dal 2023 al 2025, quando l’uomo è finito dietro le sbarre, dove si trova tuttora. Secondo lo psichiatra Alberto Trisolini sarebbe affetto da una grave forma di depressione, per cui le sue condizioni non sarebbero compatibili col carcere, tanto da avere ottenuto i domiciliari, revocati in seguito alla reiterazione delle condotte. Contro l’aggravamento della misura la difesa ha fatto ricorso al tribunale del riesame.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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