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Roma - Il Comitato 10 Febbraio sostiene l'interpellanza di Alessandro Urzì e annuncia incontri tra Roma e Bolzano per ricordare gli italiani esclusi dal referendum sulla nascita della Repubblica

2 giugno 1946, il voto negato alle terre del confine orientale

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Roma – Riceviamo e pubblichiamo – 2 giugno 1946, il voto negato alle terre del confine orientale e a  Bolzano. Il Comitato 10 Febbraio plaude all’interpellanza di Urzì e  annuncia un ciclo di incontri tra Bolzano e Roma.

“In qualità di vicepresidente nazionale del Comitato 10 Febbraio, ma  soprattutto quale figlia di Esuli, mi associo con piena convinzione al senso dell’interpellanza recentemente presentata da Alessandro Urzì al Ministero della Cultura, auspicando che nei futuri momenti di celebrazione e ricerca storica sul 2 giugno 1946 trovi finalmente spazio anche la memoria di chi, quel giorno, fu escluso dalla nascita della  Repubblica”. Così dichiara Francesca Carpenetti del Comitato 10  Febbraio, che prosegue.

Il Comitato 10 Febbraio

Il Comitato 10 Febbraio


“Gli abitanti dell’allora provincia di Bolzano e della circoscrizione di Trieste, Venezia Giulia e Zara non poterono partecipare alla scelta tra
Repubblica e Monarchia né all’elezione dell’Assemblea Costituente: furono italiani lasciati fuori dalla soglia proprio mentre la casa  comune veniva edificata. Da figlia di Esuli posso testimoniare quanto  tutto questo sia stato doloroso. Non poter votare per la nascita della  propria Repubblica non è un dettaglio tecnico: è una ferita quasi fisica e paradossale, perché si soffre non per qualcosa che è stato tolto, ma per un gesto che non si è mai potuto compiere. È il dolore di  un’assenza, il più ostinato di tutti, un vuoto che anziché chiudersi con gli anni ha continuato a scavare nelle nostre famiglie. A  quell’esclusione seguì di lì a poco il martirio dell’Istria, della Venezia Giulia e della Dalmazia, l’esodo di migliaia di Italiani, la perdita della terra e perfino dei nostri morti.

E vi fu un dolore dentro il dolore: le donne italiane votarono per la prima volta nel 1946, ma quelle delle nostre terre dovettero attendere
il 1948. Una doppia esclusione, come italiane di quei territori e come donne. Per questo il prossimo 2 giugno, nell’ottantesimo anniversario della  Repubblica, è l’occasione giusta per ricordare chi ha pagato il prezzo della guerra e non poté nemmeno partecipare alla nascita della Repubblica. Non chiediamo di riscrivere la storia, ma di completarla.

Il Comitato 10 Febbraio ha organizzato un ciclo di incontri di approfondimento su questo capitolo dimenticato della nostra storia, che
si terrà prossimamente tra Bolzano e Roma — le due città simbolo dei territori esclusi dal voto del 1946 — per ricostruirne le vicende e
condividerne la memoria. Gli appuntamenti vedranno interventi istituzionali e di storici che illustreranno le ragioni e le conseguenze
di quell’esclusione, restituendo voce e dignità a chi rimase fuori dal momento fondativo della Repubblica Italiana.

Perché l’Italia, nel giorno in cui festeggia la propria Repubblica, ha il dovere di ricordare anche gli italiani che non poterono parteciparne
alla nascita. Finché qualcuno resta fuori dal racconto, quel racconto non è completo.

Francesca Carpenetti
Vicepresidente nazionale del Comitato 10 Febbraio


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30 maggio, 2026

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