Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Si sente spesso parlare di “malasanità”, un termine che riempie le pagine di cronaca e alimenta timori. Tuttavia, esiste una realtà fatta di competenza, dedizione e profonda empatia che merita di essere portata alla luce con altrettanta forza. È per questo che sento il dovere e il desiderio di raccontare la mia esperienza presso l’ospedale Santa Rosa di Viterbo.
Viterbo – Ospedale Santa Rosa
Tutto è iniziato quasi per caso: un aneurisma cerebrale non rotto, scoperto durante una risonanza magnetica effettuata per altri controlli. In quel momento di incertezza, ho avuto la fortuna di incontrare immediatamente il dottor Fabrizio Chegai, primario di radiologia interventistica.
Grazie alla sua prontezza e professionalità, nel giro di meno di un mese sono stata operata con un delicato intervento di embolizzazione tramite l’inserimento di stent e spirale. Oggi voglio esprimere la mia più profonda gratitudine al dottor Fabrizio Chegai, al dottor Alessio Bozzi, al dottor Armando Raso e a tutta l’equipe della Radiologia Interventistica. Non ho trovato solo professionisti di altissimo livello, ma persone straordinarie, gentili ed estremamente empatiche, capaci di trasformare un momento di grande fragilità in un percorso di cura sereno.
Un ringraziamento altrettanto sentito va al reparto di neurochirurgia, dove sono stata ricoverata. In quei giorni mi sono sentita costantemente a mio agio, seguita con cura e attenzione da parte di tutto il personale medico e infermieristico.
Dobbiamo essere fieri di avere un’eccellenza del genere nel nostro territorio. Sapere che, nel momento del bisogno, il paziente non è solo un numero ma una persona accolta con umanità e competenza scientifica è un orgoglio per tutta la comunità di Viterbo e per la sanità italiana. Grazie di cuore per avermi ridato la salute e la serenità.
Gloria Gatti
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