Vetralla – Automedica centrata da un’auto sulla Cassia, infermiere ferito con una prognosi di trenta giorni e quattro giovani fuggiti a piedi dopo l’impatto. Le forze dell’ordine stanno lavorando per identificarli e per verificare se il veicolo abbandonato risulti rubato.
Vetralla – Auto contro automedica sulla Cassia, infermiere ferito e quattro giovani in fuga
Serio incidente stradale nella serata di lunedì sulla Cassia, poco prima della casa cantoniera, uscendo dal paese.
Un’auto con a bordo quattro giovani si è scontrata con un’automedica che stava rientrando da un intervento di soccorso. Sul mezzo sanitario viaggiavano un infermiere di Terni, 29 anni, e un medico.
Dopo lo schianto, i quattro occupanti dell’auto sono scesi dal veicolo e si sono allontanati a piedi nelle campagne della zona, facendo perdere le proprie tracce. La macchina è stata abbandonata sul posto.
Le indagini delle forze dell’ordine sono in corso per risalire alla loro identità. Al vaglio anche le ipotesi di fuga dopo sinistro e omissione di soccorso. Gli accertamenti serviranno inoltre a chiarire perché i quattro si siano allontanati subito dopo l’incidente e a verificare se l’auto abbandonata sulla Cassia risulti rubata.
Secondo una prima ricostruzione, l’auto proveniva dalla direzione di Viterbo e avrebbe affrontato la curva ad alta velocità. Il veicolo avrebbe poi invaso la corsia opposta, finendo contro l’automedica.
L’infermiere ternano è stato trasportato in ospedale. Ha riportato una frattura costale e contusioni multiple, con una prognosi di trenta giorni salvo complicazioni. Il medico che era con lui ha subito un trauma da contraccolpo.
Entrambi i mezzi hanno riportato danni importanti nella parte anteriore.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno effettuato i rilievi e gestito la viabilità sulla Cassia.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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