Graffignano – (sil.co.) – Cantiere al via. Dopo due decenni, sono partiti finalmente il 30 aprile i lavori di bonifica del sito agricolo in località Pascolaro a Sipicciano nel comune di Graffignano. Una “bomba ambientale” con 20mila tonnellate di rifiuti interrati tra il 2006 e il 2007. Nessun colpevole: undici anni fa la prescrizione del processo a sei imputati di traffico illecito di rifiuti.
Graffignano – Apertura del cantiere per la bonifica del sito orfano Pascolaro
L’intervento è a cura della Sogesid, società di ingegneria ambientale del ministero delle infrastrutture. con fondi che nel 2024 erano stati stimati in oltre 9,5 milioni di euro. La bonifica, del valore di 13 milioni di euro e finanziata con le risorse del Pnrr, riguarda per l’esattezza le località Pascolaro, Casettone e Bivio del Pellegrino. Il termine per la conclusione delle attività è fissato al 30 giugno 2026.
Sotterrati i rifiuti, sotterrato il processo. Era il 4 febbraio 2015 quando è stato dichiarato prescritto il processo per traffico illecito di rifiuti a sei imputati: tre fratelli imprenditori, la segretaria della loro società, un impiegato e un consulente ambientale.
Graffignano – Apertura del cantiere per la bonifica del sito orfano Pascolaro
Il processo è scaturito dall’operazione Girotondo, messa a segno dalla Forestale nel giugno del 2007. Gli imputati, secondo l’accusa, avevano sotterrato rifiuti tossici vicino al Tevere e ai campi coltivati, nelle campagne di Graffignano. Parte civile la Provincia e il Comune di Graffignano.
La forestale, notati movimenti sospetti presso l’impianto in località Bivio del Pellegrino, scoprì che ceneri e pericolosi fanghi industriali venivano usati per il ripristino di una cava poco distante, in località Pascolaro, finendo anche nei terreni circostanti, invece di essere inviati a Alviano per diventare materiale edile. Da allora a Graffignano un’area di circa 100 ettari aspetta la bonifica milionaria.
Puzzo di idrocarburi a naso. Le indagini giunsero a una svolta, con sequestri e misure di custodia cautelare, solo tra il 2006 e il 2007. Al di là delle analisi e delle caratterizzazioni, la presenza di idrocarburi era “apprezzabile” già a naso. I rifiuti seppelliti illecitamente venivano conferiti, tra gli altri, anche da due centrali elettriche umbre e da una ditta romagnola specializzata, ironia della sorte, nella decontaminazione di terreni.
Graffignano – Apertura del cantiere per la bonifica del sito orfano Pascolaro
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