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Anche tu redattore - Onano - Giuliano Giuliani: "Consentirà di porre finalmente la parola fine al recupero dopo oltre trentacinque anni dal primo intervento"

Finanziamento di 640mila euro per il restauro di palazzo Monaldeschi

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Onano – Riceviamo e pubblichiamo – Correva l’anno 1991 esattamente il mese di aprile, quando l’amministrazione comunale di allora apriva il cantiere per il recupero del palazzo Monaldeschi, l’antico maniero che con la sua mole imponente sovrasta il centro abitato di Onano.

Onano - Palazzo Monaldeschi

Onano – Palazzo Monaldeschi


Non ci volle molto a capire che il restauro completo dell’edificio era certamente un’opera ciclopica, sia per la grandezza dell’edifico e sia soprattutto per lo stato di abbandono nel quale versava.

Se le strutture portanti apparivano in buono stato di conservazione, grazie anche all’ampiezza dei muri poste alla base del palazzo, altrettanto non si poteva dire per gli interni.

Le finestre divelte, le porte violate, le volte crollate, l’interno ormai roso dalle graminacee, ricettacolo di topi e di gatti randagi, necessitava di interventi radicali.

La cifra iniziale era da capogiro, oltre 7 miliardi di lire, per il recupero completo  da  spalmare necessariamente per stralci, il primo fu di 550 milioni di lire e prevedeva opere di consolidamento e restauro, in particolare in questa prima fase si doveva stabilire lo stato effettivo delle fondamenta e del sottosuolo, con un complesso lavoro di carotaggi.

Onano - Palazzo Monaldeschi

Onano – Palazzo Monaldeschi


Al primo stralcio seguirono altri, il secondo di 260.000.000 milioni di lire, quindi il terzo di 570.000.000 milioni e il quarto di 600.000.000 milioni.

A questi interventi devono poi essere aggiunti 80.000,00 euro per il recupero del cantinone finanziati con il Gal, il recupero della facciata su Piazza Monaldeschi della Cervara Pit pari a 63.000,00 euro, e quello finanziato attraverso il Prusst per il recupero delle stanze piano terra pari a 20.000,00 euro.

Poi successivamente si iniziò a valutare la futura destinazione d’uso dell’immenso edificio, all’inizio si pensò ad un centro di servizi per l’agricoltura, vista la specifica vocazione agricola del territorio di Onano, un complesso capace di ospitare un centro visite, un museo, una biblioteca, gli uffici, un centro informatico idoneo alla formazione professionale.

Poi prevalse l’idea del trasferimento della sede comunale, cosa che avvenne nel mese di settembre del 2003.

Onano - La tavola di Palazzo Monaldeschi

Onano – La tavola di Palazzo Monaldeschi

L’inaugurazione della nuova residenza municipale, avvenne con grande enfasi,  si stimò che  800/900 persone parteciparono all’evento e con loro, tutte le più alte cariche istituzionali, politiche, religiose e militari della provincia, sindaci del comprensorio  e poi ancora carabinieri in alta uniforme, confraternite religiose.

Particolarmente importanti le parole dell’allora prefetto e del presidente della provincia che focalizzarono l’intervento sulle nuove attribuzioni  e sul rinnovato valore che stavano assumendo gli enti locali.

Il vescovo Chiarinelli invece, nel suo intervento ricordò la straordinaria figura di Giorgio La Pira, carismatico e memorabile sindaco di Firenze, forse uno dei più grandi amministratori della storia recente d’Italia.

Onano - La tavola di Palazzo Monaldeschi

Onano – La tavola di Palazzo Monaldeschi


Nel 2015 l’edificio tornò a far parlare di se, si aprì infatti uno squarcio anche sul famoso maiolicato che adornava alcune sale interne del Palazzo.

I contorni dell’intera vicenda, avvenuta a Onano oltre tre secoli prima, apparvero in una pubblicazione del bollettino internazionale delle ceramiche di Faenza, che finalmente dipanava ogni dubbio sulla provenienza delle piastrelle.

Il maiolicato in questione, del quale si conservano ancora oggi alcune mattonelle, fu commissionata dalla nobile casata degli Sforza al ceramista  “Africano da Deruta”, e collocata nel castello Sforzesco in Castell’ Azzara.

Onano - La tavola di Palazzo Monaldeschi

Onano – La tavola di Palazzo Monaldeschi


Solo successivamente, verso la metà del 1600 fu rimossa e trasferita nel castello aristocratico di Onano, allora di proprietà della famiglia Sforza.

E finalmente siamo arrivati ai giorni nostri, nel 2024 le elezioni comunali decretavano sindaco Pacifico Biribicchi, che appena eletto, annunciò che i suoi sforzi si sarebbero concentrati sul completamento del restauro del Palazzo Monaldeschi.

L’imperativo era categorico, lo storico edificio non doveva essere un’opera incompiuta.

E così è stato, dopo diciotto mesi dall’elezione il sindaco ha annunciato di aver ottenuto, grazie all’intervento del consiglio superiore dei Beni culturali e paesaggistici, il finanziamento necessario al completamento dell’opera.

Il finanziamento, pari a  640mila euro, consentirà di porre finalmente la parola fine al recupero del palazzo, dopo oltre trentacinque anni dal primo intervento.

Il completamento delle opere si concentreranno nell’ala est, già oggetto di lavori nel quinto stralcio.

Il progetto ha già ottenuto l’autorizzazione sismica dalla competente area del genio civile di Viterbo.

Non sono previsti interventi sulle strutture portanti, poiché risultano in ottimo stato di conservazione, né tanto meno modifiche che possono minare l’impatto paesaggistico del palazzo.

Si tratterà esclusivamente di finiture interne, servizi al piano, pavimenti, rifacimento o ripresa degli intonaci, realizzazione degli impianti tecnologici  (elettrico, idro-sanitario, riscaldamento), la tinteggiatura, gli infissi interni ed esterni che saranno realizzati in legno massello, le chiusure, con porte in cristallo, delle scale a chiocciola presenti nell’edificio, in modo da permettere la visione delle strutture ed interdire le stesse al passaggio, è infatti prevista la posa in opera di una scala in ferro, adattata all’interno di una antica torre inglobata nella struttura, tale scala fungerà da collegamento con il terzo piano, attualmente non accessibile e  infine il restauro di alcune pitture e fregi.

Il recupero delle poche testimonianze pittoriche è stata molto attenzionata anche in passato, infatti nell’agosto del 1991, durante gli interventi conseguenti al primo stralcio di lavori, il Palazzo inizio a svelare i suoi preziosi segreti, custoditi gelosamente per centinaia di anni, Si trattò di una importantissima scoperta pittorica che riaffiorò nelle pareti divisorie interne dell’edificio.

Sotto lo spesso strato di imbiancature, che in alcuni punti superava svariati millimetri apparvero stupende pitture.

Le piccole tracce di dipinti (oli su muro), nella loro dimensione pittorica rappresentavano probabilmente le reali decorazioni iniziati, si trattò di un lavoro delicatissimo di saggi e tasselli di scoperte e pulitura che permettevano di individuare nelle sovrapposizioni sulle pareti, l’epoca di realizzazione, l’autore, la scuola e le eventuali attribuzioni.

Al termine dei lavori, che verosimilmente avverranno prima del 2028, l’antica residenza Guelfa dei Monaldeschi della Cervara, sarà pronta per affrontare altri secoli di storia, e di dominio sulle antiche case del borgo di Onano.

Giuliano Giuliani 


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11 maggio, 2026

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