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Ambiente - Così il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo, al convegno con istituzioni e mondo delle imprese

“La transizione energetica di Civitavecchia rappresenta una questione di interesse nazionale”

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Civitavecchia

Civitavecchia

Civitavecchia – Riceviamo e pubblichiamo – Civitavecchia può diventare un laboratorio nazionale della transizione energetica e industriale, trasformando il phase out della centrale di Torrevaldaliga Nord in un’opportunità di sviluppo, investimenti, nuove filiere e occupazione.

È questo il messaggio emerso dall’evento “Civitavecchia, modello di transizione energetica nazionale. Logistica, Economia Circolare, Economia del Mare e Nuove Energie”, promosso da Unindustria con il contributo della Camera di Commercio di Roma presso la Sala convegni dell’Autorità Portuale.

L’iniziativa ha riunito istituzioni, imprese, mondo della ricerca e investitori per fare il punto sul percorso di riconversione del territorio e sulle prospettive di reindustrializzazione dell’area. Il confronto, moderato dal Delegato all’Energia di Piccola Industria Confindustria Cristiano Dionisi, ha visto gli interventi del Sindaco di Civitavecchia Marco Piendibene, del Presidente dell’Autorità Portuale Raffaele Latrofa, del Presidente di Unindustria Civitavecchia Fabio Pagliari, del prof. Matteo Caroli della Luiss Business School, dell’On.Alessandro Battilocchio, del Commissario di Governo Roberta Angelilli, del Presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo e del Delegato Energia di Confindustria Aurelio Regina.

Le conclusioni sono state affidate al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza EnergeticaGilberto Pichetto Fratin.

Dal confronto è emersa una visione condivisa fondata su quattro direttrici strategiche — economia del mare, economia circolare, logistica e nuove energie — con il porto al centro come asset strategico per attrarre investimenti e sviluppare nuove attività industriali, anche attraverso la valorizzazione delle aree retroportuali e industriali disponibili. Nel corso dell’iniziativa è stato ricordato il lavoro svolto negli ultimi anni per creare le condizioni della transizione: dalla Zona Logistica Semplificata al Piano strategico del territorio, dall’inserimento nella Carta degli Aiuti di Stato alle misure per la reindustrializzazione, fino alla manifestazione di interesse Mimit-Invitalia del 2025 e alla nomina del Commissario di Governo, fino alla recente adesione del Comune di Civitavecchia al Consorzio Industriale del Lazio. A questo si affiancano progetti e strumenti come Hydrogen Valley, Comunità Energetica, Sportello Imprese, programmi di filiera, Its e collegamento Orte-Civitavecchia.

Ampio spazio è stato dedicato ai progetti industriali nei settori dell’idrogeno, dell’economia circolare, della logistica, dell’economia del mare e delle nuove energie.

Gli investitori hanno confermato l’interesse verso Civitavecchia, indicando però come priorità operative la definizione del futuro della centrale di Torrevaldaliga Nord, la rimozione dei vincoli ambientali sui 36 ettari di aree industriali adiacenti e la rapida trasformazione delle aree retroportuali in piattaforme logistiche e produttive. Centrale il tema dei tempi: opportunità e progetti esistono, ma senza procedure rapide, governance stabile e disponibilità delle aree il rischio è perdere investimenti a vantaggio di altri territori.

“Questo appuntamento ha confermato con chiarezza che la transizione energetica di Civitavecchia rappresenta una questione di interesse nazionale. Parliamo di sicurezza energetica, decarbonizzazione, competitività industriale, occupazione e capacità del Paese di attrarre nuovi investimenti strategici. È proprio per questo che Civitavecchia può candidarsi a diventare un modello pilota, in cui sostenibilità ambientale e politica industriale avanzano insieme. Il territorio non parte da zero: c’è una visione condivisa, strumenti istituzionali, progettualità concrete, competenze industriali e investitori interessati. Adesso occorre compiere un salto di qualità, passando dalla fase delle opportunità a quella dell’attuazione, trasformando manifestazioni di interesse e progetti in cantieri, investimenti produttivi, nuove filiere industriali e lavoro. Come Unindustria continueremo a sostenere con determinazione questo percorso, mettendo a disposizione il nostro ruolo di raccordo tra imprese, istituzioni e sistema produttivo, con l’obiettivo di fare di Civitavecchia un hub nazionale della transizione energetica e della reindustrializzazione sostenibile” dichiara il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo.

“Civitavecchia deve essere riconosciuta come una piattaforma strategica per la transizione energetica e industriale del Paese. In questi anni abbiamo lavorato per costruire una visione condivisa, fondata su economia del mare, economia circolare, logistica e nuove energie, e per creare le condizioni necessarie ad attrarre investimenti, generare nuove filiere e tutelare occupazione e competenze.

Oggi gli strumenti ci sono, i progetti ci sono e gli investitori hanno manifestato interesse concreto. Ora serve un salto operativo: tempi certi, aree disponibili, procedure chiare e una governance capace di accompagnare la realizzazione degli interventi. La transizione non deve essere subita, ma guidata. Per questo Unindustria Civitavecchia continuerà a svolgere il proprio ruolo di raccordo tra imprese, istituzioni e cittadini, affinché il territorio possa diventare davvero un modello nazionale di reindustrializzazione sostenibile” dichiara il Presidente di Unindustria Civitavecchia, Fabio Pagliari.

Unindustria


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18 maggio, 2026

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