Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Con grande commozione comunichiamo che nella tarda serata di ieri, presso la sua abitazione, a Bra (Cn), all’età di 76 anni, è mancato Carlo Petrini.
Dalla sua grande capacità di visione e dall’amore per il bene comune, per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità sono nati Slow Food (1986), la rete internazionale di Terra Madre e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (2004). È stato, inoltre, co-fondatore delle Comunità Laudato si’ (2017), ispirate all’enciclica di Papa Francesco.
“Chi semina utopia, raccoglie realtà”, amava dire Carlo Petrini che sintetizzava così la sua vita, convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili. Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia.
Petrini era stato a Viterbo a luglio del 2013, in occasione dello Slow Food Village e di Caffeina, dove come sempre aveva trasmesso la sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua grande voglia di fare.
Per noi del consiglio direttivo e soci di Slow Food Viterbo e Tuscia viene meno un punto di riferimento imprescindibile, ma il suo esempio di vita ci darà la forza e continuerà a guidarci nelle future attività.
Luigi Pagliaro
Presidente di Slow Food Viterbo e Tuscia
L’addio di Confagricoltura a Petrini: “Ha contribuito a valorizzare il lavoro degli agricoltori, le produzioni locali e il legame tra terra, comunità e cibo”
Il presidente Massimiliano Giansanti, la Giunta e tutta Confagricoltura esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, figura di straordinario rilievo per il mondo dell’agricoltura, dell’alimentazione e della cultura rurale italiana e internazionale.
Con il suo instancabile impegno, Carlo Petrini ha contribuito a valorizzare il lavoro degli agricoltori, la tutela della biodiversità, le produzioni locali e il legame tra terra, comunità e cibo.
Nel ricordarne l’autorevolezza, la passione e la competenza nel promuovere un modello di sviluppo sostenibile, Confagricoltura si unisce al dolore della famiglia, delle persone a lui care e di tutta la comunità che ne ha condiviso il percorso umano e professionale.
Confagricoltura
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