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Provincia - Dalla partenza per Torino negli anni del boom economico al ritorno nella sua Carbognano, dove la pensione si è trasformata in una sorprendente avventura artistica - Martedì 2 giugno la presentazione del docufilm che racconta la vita, le opere e la saggezza di un uomo e le sue inconfondibili sculture, i "tatocci"

Novello Pastorelli, il poeta del legno: da migrante di ritorno a custode della memoria della Tuscia

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Carbognano – Riceviamo e pubblichiamo – Per far comprendere chi è veramente Novello Pastorelli non possiamo non partire dalla sua storia personale, una storia come tanti nell’Italia degli anni 60, fatta di migrazione dalle zone interne del centro Italia al nord. Stazione centrale di Torino la destinazione, poi il lavoro nei corpo dei vigili del fuoco. Di ritorno nella Tuscia, nella sua Carbognano dalla mamma Maria e dalle sorelle e Giocondo, l’unico fratello, in occasione delle ferie d’agosto o per qualche giorno a Natale,  ha sempre proiettato il suo futuro dopo il periodo lavorativo tra quelle colline, in quei boschi, fatte di noccioleti, castagneti, faggete e distese di uliveti e vigneti.

Novello Pastorelli

Novello Pastorelli


Una mattina, subito dopo la pensione,  esce in giardino, prende un “ciocco”… inizia a scolpire. Una personale della sua operatività non poteva stare con le mani in mano. Con la grande comprensione della moglie Annalisa ha, negli anni, creato un vero e proprio “arsenale” di sculture che lui amabilmente chiama “tatocci”. Non disegna, scolpisce secondo natura qualsiasi tipo di legno rispettandone la qualità e la natura stessa, partendo dalla sua struttura”.
 
Decenni di attività e produzione creativa vedranno martedì 2 giugno ore 18 un bel momento di sintesi con la proiezione del docu film presso la chiesa sconsacrata di Santa Maria Carbognano, nel paese dei Farnese e di Giulia La Bella. Sarà un momento forte, intimista, ma dove verrà svelata l’animo e la saggezza di un uomo del secolo scorso, una testimonianza di vita e d’arte. La seconda certamente più imprevista, ricca di sorprese e di incontri anche con la natura, riuscendo a creare quel rapporto sinergico improvviso e pieno di energia al naturale.
 
Le opere create non sono in vendita. “Ne ho fatto dono alla mia comunità d’origine, ai miei parenti in determinate occasioni, ma la quasi totalità di esse si trovano dove le ho prodotte oppure a Carbognano al civico 39 della contrada (via San Filippo). Le mie opere nascono incredibilmente da sole, con l’ispirazione che il legno mi suscita. Non le disegno, sono un pessimo disegnatore e le creazioni seguono la natura stessa del legno, trovano ispirazione dal pezzo che trovo. Scolpisco secondo natura, seguendo la natura e la forma del legno che trovo e non viceversa”.

Centinaia di pezzi di qualsiasi tipo: dai numerosi pezzi del presepe e arte sacra, fino alla rappresentazione delle natura e oggetti di arredo caratterizzano questa immensa collezione. Da migrante di ritorno ad orgoglio locale. Una bella storia.

Comunicazione galleria d’arte


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30 maggio, 2026

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