Una formazione di B-17
Montefiascone – Quattro aviatori Usa in territorio nemico: si incontrano, vengono aiutati dai civili italiani e finita la guerra tornano in patria sani e salvi.
È la storia ricostruita; un intreccio di episodi avvenuti nel centro Italia tra il gennaio e il giugno 1944 in piena seconda guerra mondiale tra Montefiascone, Grotte Santo Stefano, Vitorchiano e il paese di Giove, in provincia di Terni.
I quattro militari statunitensi erano a bordo di tre differenti bombardieri che vennero abbattuti dalla contraerea tedesca nel 1944 a diversi mesi l’uno dall’altro rispettivamente a Montefiascone, Bolsena e Giove.
Una volta che i quattro militari si paracadutarono, toccarono terra, si nascosero alle truppe germaniche per diversi mesi con l’aiuto di alcuni civili italiani e poi si riunirono alle truppe terrestri alleate nel giugno 1944 che stavano risalendo la penisola.
Gli aviatori americani protagonisti di questa particolare vicenda di guerra furono il tenente Ralph Walker (pilota del bombardiere B-26 con numero seriale 42-9588 abbattuto il 29 febbraio 1944 a Montefiascone), Leon J. Schroeder (copilota di Walker sullo stesso aereo), il primo tenente William Hough (navigatore del bombardiere B-25 con numero seriale 42-64655 abbattuto a Giove il 17 aprile 1944) e il sergente Charles E. Ringler (mitragliere sinistro del bombardiere B-17 con numero seriale precipitato nel lago di Bolsena il 15 gennaio 1944).
Il tutto è iniziato dall’analisi del rapporto militare di mancato rientro alla base (Macr numero 2830) del bombardiere B-25 con numero seriale 42-64655 abbattuto il 17 aprile 1944 sui cieli di Attigliano e poi precipitato nelle vicinanze di Giove.
Un B-25
In questo documento militare è riportata una dichiarazione del primo tenente William Hough che ha raccontato chi incontrò nei sui mesi di fuga dai tedeschi prima di rientrare nelle fila alleate.
Nel documento militare il primo tenente Hough raccontava: “Durante i due mesi trascorsi in territorio nemico, ho incontrato diversi membri di altri equipaggi di aerei americani tra i quali vi erano il tenente Schroeder, il tenente Ralph Walker e il sergente Charles Ringler e altri tre di cui ho dimenticato il loro nome. Tra loro c’erano anche due inglesi. Riuscirono tutti a rientrare in territorio amico. Lo so perché li ho incontrati personalmente tutti più tardi”.
Le storie di questi tre aerei americani abbattuti sui cieli del centro Italia si sono quindi intrecciate. E questo intreccio è emerso dopo oltre ottanta anni dai loro abbattimenti avvenuti nel 1944 in piena seconda guerra mondiale sui cieli del centro Italia.
Vagando da un rifugio ad un altro, da villaggio a villaggio, da una grotta ad un’altra, i destini di questi aviatori si incontrano.
Si aiutarono, cercarono riparo e poi le loro strade si divisero per cercare di sottrarsi alla cattura delle truppe tedesche e rientrare nelle fila alleate, che intanto stavano risalendo la penisola.
Finita la guerra, tornarono tutti negli Stati Uniti e poterono riabbracciare i propri cari.
Seconda guerra mondiale – Un B-26 in volo
Nel dettaglio il bombardiere americano B-26, dei tenenti Schroeder e Walker precipitò alle 13,17 del 29 febbraio 1944 a Montefiascone colpito dalla contraerea tedesca durante un’incursione contro l’aeroporto di Viterbo.
Era l’aereo con numero seriale “42-95880” appartenente al 319esimo Bombardment Group del 438esimo Bombardment Squadron.
Tutto l’equipaggio si paracadutò e toccò terra sano e salvo: Ralph W. Walker (pilota), Leon J. Schroeder (copilota), Charles A. Epstein (navigatore), Leonard A. Cicconi (mitragliere), William N. Mccollum (radiofonista e mitragliere), John S. Hernandez (mitragliere).
I primi due riuscirono a nascondersi per poi rientrare nelle fila alleate, mentre gli altri quattro vennero catturati dai tedeschi e fatti prigionieri.
Il pilota Ralph W. Walker aveva 22 anni nel 1944 ed era originario dell’Oklahoma. In quel lontano 29 febbraio 1944 riuscì a paracadutarsi sano e salvo ed eluse la cattura dei tedeschi fino a giugno dello stesso anno quado rientrò nelle fila alleate. Tornò negli Stati Uniti. Riposa nel cimitero di Alva Municipal Cemetery in Oklahoma. Invece il copilota Leon J. Schroeder era originario del Wisconsin, tornò in America dopo il conflitto e si sposò. È deceduto nel 1999 all’età di 78 anni.
Invece l’aereo del tenente William Hough, il terzo aviatore della storia, era il bombardiere bimotore B-25 con serial number 42-64655 appartenente al 488esimo Bomb Squadron del 321esimo Bomb Group.
L’equipaggio era così composto: capitano Weymouth Crowell (pilota), secondo tenente Floyd A. Elliot (copilota), primo tenente William S. Hough (navigatore), primo tenente Alfred W. Kreutz (puntatore), sergente Joe M. Johnson (motorista), sergente Charles W. Doss (radiotelegrafista) e il sergente Herbert J. Graham (mitragliere).
Il B-25 venne abbattuto dalla contraerea tedesca alle 10,30 del 17 aprile 1944 durante una missione per colpire un ponte ferroviario ad Attigliano e precipitò vicino Giove.
Nell’impatto morirono cinque aviatori americani: il capitano Crowell, il primo tenente Kreutz, il sergente Johnson, il sergente Doss e il sergente Graham mentre il secondo tenente Elliot si paracadutò e venne catturato dalle truppe tedesche.
Il primo tenente William S. Hough, navigatore del B-25 abbattuto a Giove una volta paracadutatosi dall’aereo in fiamme riuscì a eludere alla cattura delle truppe tedesche, venne aiutato da diverse famiglie italiane nelle provincie di Terni e Viterbo prima di rientrare nelle fila alleate il 10 giugno 1944 nei pressi di Grotte Santo Stefano.
Infine l’aereo del sergente Charles E. Ringler, il quarto aviatore della vicenda, era il bombardiere B-17 con numero seriale 41-24364 appartenente al secondo Bomber Group precipitato nel lago di Bolsena il 15 gennaio 1944 anch’esso abbattuto dalla contraerea tedesca sopra Perugia per una missione di bombardamento su Certaldo a Firenze.
Un B-17 in volo
Tutto l’equipaggio riuscì a paracadutarsi: William I. Pedersen (pilota), Karl D. Shawaker (bombardiere), Joseph B. Townsend (secondo pilota), Kermit J. Buol (navigatore), Ralph W. Truesdale (mitragliere della torretta), John B. Sergakis (operatore radio), Bernard L. Scalisi (mitragliere della torretta superiore), Charles E. Ringler (mitragliere lato sinistro), Anthony P. Brodniak (mitragliere lato destro) e Horace M. Mahabirsingh (mitragliere di coda).
Il sergente Charles Ringler si rifugiò prima a Vitorchiano, poi nei boschi intorno Grotte Santo Stefano e venne aiutato dalla popolazione del luogo. Qui incontrò William Hough, insieme ad almeno altri tre militari. Tutti insieme rientrarono nelle fila alleate il 10 giugno 1944 incrociando le unità sud africane.
Una storia di guerra a lieto fine avvenuta nel centro Italia in piena seconda guerra mondiale che, a distanza di oltre 80 anni, è tornata alla luce e che ha visto protagonisti quattro giovani aviatori americani a migliaia di chilometri dalla loro patria.
Michele Mari
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