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Provincia - Il presidente dell’Automobile Club Viterbo interviene dopo il doppio mortale in poche ore

Strade della Tuscia, la sicurezza non è più rinviabile…

di Sandro Zucchi
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Viterbo – Le notizie che continuano a provenire dalle strade della provincia di Viterbo impongono una riflessione che non può più essere elusa né attenuata. Non siamo di fronte a episodi isolati o a una sequenza sfortunata di eventi. Siamo di fronte a un problema strutturale, che chiama in causa responsabilità precise e richiede scelte altrettanto precise.

Sandro Zucchi

Sandro Zucchi


Da tempo come presidente dell’Automobile Club Viterbo richiamo l’attenzione degli enti competenti sulla necessità di garantire condizioni adeguate di sicurezza lungo la rete viaria urbana ed extraurbana. Non si tratta di una posizione occasionale, ma di una linea coerente, sostenuta nel tempo, che oggi trova purtroppo conferma nei fatti. La sicurezza stradale non è un tema accessorio, né può essere subordinata a logiche residuali di bilancio. Essa rappresenta una funzione pubblica primaria, al pari della sanità e dell’ordine pubblico.

Quando si verificano incidenti gravi e, soprattutto, quando questi assumono una frequenza preoccupante, è doveroso interrogarsi non solo sui comportamenti individuali, ma anche sulle condizioni oggettive in cui tali comportamenti si sviluppano.

Infrastrutture non adeguatamente mantenute, segnaletica inefficace, assenza di dispositivi di protezione: tutto questo contribuisce a determinare un contesto in cui l’errore umano – sempre possibile – diventa fatale. Occorre dirlo con chiarezza: la manutenzione della rete stradale non può essere affidata a interventi sporadici o emergenziali. Serve una programmazione strutturata, basata su monitoraggio continuo dello stato delle infrastrutture, individuazione preventiva delle criticità, pianificazione degli interventi secondo criteri di priorità e rischio, allocazione stabile delle risorse. Gli enti territoriali – comuni e provincia in primo luogo – sono chiamati ad assumere fino in fondo questa responsabilità. Non si tratta di attribuire colpe, ma di riconoscere un dovere istituzionale non più rinviabile.

L’Automobile Club d’Italia, attraverso la propria rete territoriale, ha investito per anni nella diffusione della cultura della sicurezza stradale: incontri, campagne informative, attività nelle scuole, programmi di guida sicura anche presso il centro di Guida Sicura Aci Vallelunga. Questo impegno è stato costante e continuerà ad esserlo. Tuttavia, è necessario affermare un principio con altrettanta chiarezza: la prevenzione culturale, da sola, non è sufficiente se non è accompagnata da infrastrutture adeguate. Non si può chiedere esclusivamente al cittadino di essere prudente se il contesto in cui si muove non garantisce standard minimi di sicurezza.

La sicurezza stradale deve tornare ad essere una priorità nell’agenda politica territoriale. Questo significa inserire la manutenzione stradale tra gli interventi strategici, destinare risorse adeguate e continuative, adottare criteri tecnici rigorosi nella progettazione e nella gestione della viabilità, rafforzare i sistemi di controllo e vigilanza.

Non è più il tempo delle dichiarazioni di principio. È il tempo delle decisioni. Come Automobile Club Viterbo, ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni per contribuire, con competenze tecniche e capacità organizzativa, a un miglioramento concreto della sicurezza stradale nel territorio.

Allo stesso tempo, rivolgiamo un appello fermo e responsabile a tutti i soggetti coinvolti: la tutela della vita umana deve prevalere su ogni altra considerazione. Ogni incidente mortale non è soltanto una tragedia individuale. È un segnale che il sistema, nel suo complesso, presenta delle criticità. Ignorare questi segnali o limitarli a una dimensione emergenziale significherebbe accettare implicitamente che tali eventi possano ripetersi. Questo non è accettabile. E non deve più accadere.

Sandro Zucchi


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6 maggio, 2026

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