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Viterbo - Comune - Andrea Micci (Lega) critica pesantemente l'amministrazione Frontini sui contenuti del piano in particolare per via Mazzini e piazza della Rocca: "Non c'è una visione della città, solo quella ideologica di chiudere il centro"

“In un mese 75 osservazioni al piano per la mobilità sostenibile, commercianti tutti contrari”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – “In appena un mese, 75 osservazioni al Pums, praticamente da tutte le attività fra via Mazzini e piazza della Rocca”. Tra professionisti e commercianti, rimarca Andrea Micci (consigliere comunale Lega) c’è chi dice no.


Andrea Micci

Andrea Micci


“Tante attività che hanno presentato la medesima osservazione – spiega Micci – di contrarietà alla chiusura. Praticamente tutti quelli che lavorano nelle due zone”. Per le quali, nel piano urbano del traffico si parla di stop alle auto. Chi lavora nelle due aree nel cuore di Viterbo non è d’accordo e non pare essere stato rassicurato dalle parole della sindaca Chiara Frontini, quando ha parlato d’eventualità tutt’altro che prossima.

Micci, che si è preso l’onere di raccogliere le istanze inviarle a palazzo dei Priori, sul punto ha un’idea piuttosto netta. “Via Mazzini e piazza della Rocca non possono essere sottoposte a chiusura come da proposta Pums”. E così la pensano i sottoscrittori delle osservazioni. “Sempre in poco tempo – aggiunge Micci – sono state raccolte più di mille firme, di persone sempre contrarie.

Io sono stato contattato dai commercianti come consigliere comunale. Mi hanno chiesto sostegno per far arrivare il loro punto di vista all’amministrazione. Li ho indirizzati all’interno del procedimento che era stato avviato, delle osservazioni. È un segnale importante, tutte le attività hanno detto no”. Sempre rispetto ai due interventi che sono più di altri finiti sotto i riflettori, pedonalizzazione di via Mazzini e stop alle auto, anche in sosta a piazza della Rocca.

“Tra l’altro – continua Micci – la sindaca Frontini aveva preannunciato osservazioni da parte del comune, ma non ho contezza che ne siano arrivate, altrimenti lo avrebbero detto”.

Quello che è mancato alla redazione del piano urbano per la mobilità sostenibile e che ha portato molti a schierarsi contro è la mancata condivisione. “Non c’è stata. E questo è talmente vero che un’intera categoria, quella dei commercianti, è stata costretta a presentare le osservazioni, anche per mio tramite”.

Il percorso del piano, così come raccontato dalla sindaca, però, sembra un altro. Tavoli, condivisione, lavoro insieme. Andrea Micci si domanda: insieme a chi? “Sette tavoli tematici con dieci persone, a volte poco conferenti. Non c’è nemmeno bisogno d’andare molto oltre, se il percorso fosse stato condiviso sul serio, oggi un’intera categoria non si solleverebbe. È evidente, non hanno condiviso nulla”.

Fin qui quanto non fatto. Micci si augura che qualcosa cambi e che si faccia. “Deve essere l’occasione per aprire un dibattito serio su apertura e chiusura del centro. Per il Pums sono stati spesi più di 100mila euro, dicono che sia stato condiviso e così non è, Non si capisce nulla”.

Prima di chiudere, i servizi, è il mantra ripetuto dalla giunta Frontini. “Ma quali servizi? I parcheggi? L’amministrazione comunale ha bocciato tutti i progetti per realizzarne di nuovi, ha ridotto gli stalli dentro e a ridosso delle mura, raddoppiando il costo della sosta. Poi prevede col Pums la chiusura. Non è una visione corretta.

Va analizzata zona per zona della città, con interventi semmai puntuali e differenziati. In occasione d’iniziative, ad esempio. Non si può ragione tutto bianco o tutto nero. Quello che pare a me è che si sia arrivati a questo punto senza una visione chiara della città, ma solo ideologica di chiusura”.

Per salvare il centro, Micci ha ben chiaro da dove partire: “Da residenti e commercio. Poi gli eventi. Non puoi pensare che con una manifestazione hai riempito due giorni il centro ed è salvo. Va rilanciata l’attrattività commerciale e residenziale, oggi messe in grave difficoltà”.

E invece: “Chiara Frontini vuole mettere sotto una campana la città dentro le mura, per farla morire definitivamente”.

Giuseppe Ferlicca


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10 maggio, 2026

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