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Bruxelles - Antonella Sberna (europarlamentare FdI) interviene durante il dibattito in aula sulla destinazione delle risorse

“Usiamo i fondi europei per i bisogni delle persone: casa, mobilità e quartieri che funzionano”

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Antonella Sberna

Antonella Sberna

Bruxelles – Dibattito al parlamento europeo su fondi europei più semplici e vicini ai territori. È entrato nel vivo al Parlamento europeo il confronto sui fondi europei che aiutano città, regioni e territori a crescere.

Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata di Fratelli d’Italia-ECR, è intervenuta ieri in commissione Ambiente, durante la riunione dei relatori dei gruppi politici sul regolamento che riguarda il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, il Fondo di Coesione e Interreg. Il FESR, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, è uno degli strumenti principali con cui l’Europa finanzia progetti nei territori. Serve, ad esempio, a sostenere la riqualificazione delle città, il miglioramento dei servizi, le infrastrutture locali, la mobilità, l’efficienza energetica, la competitività delle imprese e l’innovazione.

Nel suo intervento, Sberna ha chiesto regole più semplici e un uso più chiaro delle risorse europee, affinché i fondi arrivino davvero dove servono. “Usiamo il FESR per rispondere ai bisogni reali delle persone: casa, mobilità, quartieri che funzionano. Propongo di rafforzare nel testo il ruolo dei fondi strutturali sullo sviluppo urbano concreto, come leva per la qualità della vita quotidiana”, ha dichiarato Sberna.

Un passaggio importante è stato dedicato anche a Interreg, il programma europeo che sostiene la collaborazione tra territori di Paesi diversi. “Propongo di tutelare ciò che già funziona. Un prefinanziamento adeguato è la condizione perché i progetti partano davvero e i territori possano pianificare con certezza”, ha dichiarato Sberna.

E ha concluso la vicepresidente sottolineando la necessità di rendere la politica di coesione più comprensibile e più efficace: “Questi fondi devono aiutare i territori a realizzare opere, servizi e progetti utili. Semplificare le regole significa dare più possibilità a chi amministra e più risposte ai cittadini”.


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6 maggio, 2026

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