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Archeologia - In via di ultimazione i lavori finanziati dal pnrr Caput mundi - Inaugurazione a settembre - Beatrice Casocavallo della soprintendenza: "Basta riti nel sacello. Fiori e frutta macchiano le pareti. Fateli fuori" - FOTO E VIDEO

Al tempio di Demetra e a Grotta porcina sentieri più sicuri, pannelli didattici e tour virtuale

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Vetralla – In via di ultimazione a Vetralla i lavori della soprintendenza finanziati dal pnrr Caput munti per il restauro e la valorizzazione delle aree archeologiche di Macchia delle Valli (tempio di Demetra) e Grotta porcina (necropoli e l’area sacra).

Il basamento del tempio a Grotta Porcina

Il basamento del tempio a Grotta Porcina


Sono stati rimossi rovi e vegetazione infestante, migliorati i percorsi esistenti e realizzati nuovi sentieri. A breve l’installazione di pannelli didattici e una parte multimediale con video e ricostruzioni virtuali consultabili online e attraverso una app dedicata. Appello a chi pratica rituali nel tempietto di Demetra: “Fiori, frutta e altri prodotti deperibili lasciati come doni macchiano le pareti come lo spray. Intorno c’è tanto spazio, fatelo fuori”, ha detto la funzionaria della soprintendenza, Beatrice Casocavallo.

Il tempio di Demetra sporcato dai riti neopagani

Il tempio di Demetra sporcato dai riti neopagani


Il punto è stato fatto sabato nel corso di un convegno organizzato proprio dalla soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, in occasione delle giornate europee dell’archeologia, al museo della città e del territorio. All’incontro è seguita una visita al cantiere di Grotta Porcina. Presenti, tra gli altri, il sindaco Sandrino Aquilani, docenti universitari, appassionati di storia e numerosi cittadini.

L'architetto Giuseppe Borzillo

L’architetto Giuseppe Borzillo


“Questo è uno dei 26 progetti finanziati con la linea pnrr caput mundi con i quali è impegnata la Soprintendenza – ha spiegato l’architetto Giuseppe Borzillo, responsabile dei lavori per Vetralla -. L’idea era quella di valorizzare e rendere fruibili o nuovamente fruibili alcuni siti collocati lungo le principali vie di transito del territorio: Cassia, Aurelia, Tiberina e, nel nostro caso, la Clodia”.

Il cantiere è partito nell’autunno scorso, ma l’idea progettuale risale al 2021. A promuovere l’intervento è stata la funzionaria archeologa della soprintendenza Beatrice Casocavallo, presente ieri all’incontro, che predispose le prime schede poi confluite nella candidatura ai fondi pnrr. L’investimento complessivo ammonta a circa 800mila euro, di cui circa 500mila destinati direttamente ai lavori iniziati lo scorso autunno. La scadenza è fissata alla fine del mese, mentre l’inaugurazione è prevista dopo l’estate.

“A Vetralla si tratta di un progetto unico ma dislocato su due siti ben distinti, molto differenti tra loro, con caratteristiche archeologiche e paesaggistiche singolari, molto suggestive”, ha aggiunto Borzillo. Da una parte il santuario di Demetra, nascosto tra i boschi di Macchia delle Valli, tra affioramenti di peperino e fenditure naturali nella roccia; dall’altra Grotta Porcina, inserita in un ampio e luminoso paesaggio tipico della Maremma. “Il nostro obiettivo – ha continuato Borzillo – è stato quello di consentire una fruizione più ampia e inclusiva e favorire la sicurezza. Una volta terminati i lavori i siti resteranno aperti h24. L’unica parte che resterà chiusa sarà quella immediatamente a ridosso dell’altare di Grotta Porcina”. La nuova recinzione è stata però progettata per proteggere il monumento senza impedirne la vista.

Per il santuario di Demetra una delle questioni affrontate dal progetto ha riguardato anche la presenza di pratiche legate a culti neopagani e new age. Nonostante la statua della divinità sia oggi conservata al museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz, il santuario continua ad esercitare un forte fascino su alcuni frequentatori, che vi lasciano offerte e oggetti di vario genere. Non senza conseguenze. Per preservare il tempio, adesso è stata attrezzata una zona esterna.

I progettisti Dario Di Girolamo e Noemie Gabay

I progettisti Dario Di Girolamo e Noemie Gabay


“Questi nuovi riti neopagani cercano di utilizzare questo luogo come si immagina fosse utilizzato in antico. Esistono ed è molto difficile arginarli – ha spiegato uno dei progettisti, Dario Di Girolamo -. Non volevamo però mettere una barriera. Abbiamo quindi cercato di individuare una soluzione che consentisse di preservare il tempietto e allo stesso tempo incanalare queste pratiche in uno spazio separato”.

Il sindaco Sandrino Aquilani e la funzionaria della soprintendenza Beatrice Casocavallo

Il sindaco Sandrino Aquilani e la funzionaria della soprintendenza Beatrice Casocavallo


Sul tema è intervenuta anche Beatrice Casocavallo, che ha rivolto un appello ai frequentatori del santuario. “Va benissimo sentire quel posto come qualcosa di proprio, ma lasciare all’interno del tempietto fiori, frutta o altri prodotti deperibili è da sconsiderati, perché questi materiali macchiano le pareti. È come usare una bomboletta spray. Se sei pensa che lì ci sia una divinità, rispettarla significa non portar nulla. Vi preghiamo: c’è un’area vastissima intorno, se volete donare qualcosa non fatelo dentro il tempietto”.

A Grotta Porcina è stata restaurata la tettoia realizzata negli anni Novanta che protegge la “grande ruota” e ormai fortemente ammalorata dal tempo e dagli agenti atmosferici, con la sistemazione delle parti deteriorate e delle grondaie. Gli interventi hanno interessato inoltre l’altare monumentale e il cosiddetto tempio a blocchi.

La necropoli di Grotta Porcina

La necropoli di Grotta Porcina


Si sta completando inoltre la sistemazione dell’area sacra, con una nuova recinzione e un muretto di delimitazione volutamente bassi, progettati per proteggere il monumento senza trasformarlo in una barriera visiva. Sono inoltre attesi gli ultimi arredi e gli elementi della cartellonistica previsti dal progetto. Realizzati alcuni interventi di restauro conservativo sul tumulo e al basamento del tempio.

La sistemazione dell’area circostante ha invece comportato la rimozione di rovi, alberi caduti e la rimodellazione di alcune aree del terreno segnate dagli scavi clandestini e da vecchie buche. La rimozione della vegetazione ha inoltre permesso di recuperare il rapporto tra il complesso archeologico e il torrente che scorre poco distante, un collegamento paesaggistico che nel tempo era stato quasi cancellato dalla crescita della vegetazione.

Simone Lupino


La visita al complesso di Grotta Porcina

Il team della soprintendenza insieme al sindaco di Vetralla a Grotta Porcina

Beatrice Casocavallo della soprintendenza

La visita al complesso di Grotta Porcina


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15 giugno, 2026

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