Barbarano Romano – È stata aperta questa mattina la seconda tomba etrusca inviolata scoperta nella necropoli di Caiolo, all’interno dell’area archeologica di San Giuliano.
Il tumulo, probabilmente risalente alla fine del VII secolo avanti Cristo, era stato individuato il 9 giugno durante la nuova campagna di scavo condotta dalla Baylor University sotto la direzione del professor Davide Zori, in costante collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale.
Aperta la seconda tomba etrusca inviolata a Barbarano Romano: all’interno una punta di lancia, olle, calici in bucchero e un aryballos
La camera sepolcrale era ancora sigillata da una grande lastra di chiusura. A una prima osservazione, la tomba ospiterebbe due persone. Una sarebbe di sesso maschile, come suggerisce la presenza di una punta di lancia collocata accanto al corpo. Le ossa risultano ancora parzialmente conservate.
All’interno sono ben visibili olle, calici in bucchero, almeno un aryballos e numerosi altri vasi, ancora ricoperti dalla terra penetrata nel corso dei secoli.
“Dal 2023 la Baylor University conduce indagini sistematiche nell’area del Caiolo, sotto la direzione del professor Davide Zori, in collaborazione costante con la Soprintendenza. Il 27 giugno 2025, durante la campagna di scavo, era stato individuato un tumulo inviolato databile alla fine del VII secolo avanti Cristo, un evento rarissimo nella Tuscia etrusca. Il 9 giugno 2026 ne è stato individuato un secondo, adiacente e anch’esso inviolato, aperto oggi”, afferma la Soprintendenza.
Il precedente ritrovamento risale dunque al 27 giugno 2025. A distanza di circa un anno, gli archeologi hanno scoperto nello stesso settore una seconda sepoltura rimasta intatta.
“La camera sepolcrale risulta sigillata da una grande lastra di chiusura. Lo stato di conservazione eccezionale è utile per ricostruire rituali e status sociale delle persone sepolte”, prosegue la Soprintendenza.
La presenza di due tombe inviolate nella stessa zona viene indicata anche come il risultato dell’attività di tutela e vigilanza svolta sul territorio.
“Una seconda tomba inviolata nella stessa area, a un anno di distanza, è anche la prova concreta che il territorio è stato protetto, la vigilanza ha funzionato e la collaborazione con comunità e istituzioni ha impedito l’accesso ai tombaroli”, sottolinea la Soprintendenza.
“In un’area come l’Etruria meridionale, dove per decenni i clandestini hanno svuotato centinaia di tombe, trovare un contesto intatto significa che la tutela ha vinto. La necropoli di San Giuliano rappresenta uno dei paesaggi funerari più ricchi dell’Etruria meridionale. Le ricerche della Baylor University stanno restituendo dati di eccezionale valore, un contesto unico che apre nuove prospettive sulla società etrusca dell’età orientalizzante”, conclude la Soprintendenza.
A una prima osservazione, nella tomba sarebbero presenti due persone. La presenza di una punta di lancia accanto a uno dei corpi farebbe pensare a una sepoltura maschile. Sono inoltre parzialmente conservate le ossa e risultano visibili olle, calici in bucchero, almeno un aryballos e numerosi altri vasi ancora ricoperti dalla terra di infiltrazione.
– Tomba etrusca inviolata, apertura riservata a pochi privilegiati…
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY