Viterbo – “La notte non si dorme più, spengano le luci a mezzanotte”. La protesta arriva da via San Paolo, a pochi giorni dall’inaugurazione del playground al parco Gilberto Pietrella.
L’area sportiva, presentata dall’amministrazione Frontini come intervento di riqualificazione urbana, comincia a mostrare l’altra faccia della medaglia. Quella raccontata da chi vive nelle case vicine al parco e, da quando i campi sono stati aperti, deve fare i conti con rumori, pallonate e schiamazzi anche nelle ore serali e notturne.
Una testimonianza che restituisce il clima che si vive nel quartiere limitrofo. Perché il problema, ancora una volta, non è soltanto cosa si realizza, ma come lo si realizza. Senza valutare fino in fondo le conseguenze concrete sulle persone che abitano a pochi metri dall’intervento.
La segnalazione è di Tiziana, affidata ai social con un reel in cui denuncia la situazione. “Questa è stata la grande idea di questi bei campi qua dietro, per riqualificare il quartiere. Secondo me non è questo che c’è da fare, però. Tutte le sere, le notti, da quando l’hanno aperte, è così. Si gioca a pallone, poi dopo si strilla, con queste palle che continuano a sbattere in continuazione. Bene, e la gente che potrebbe dormire qui intorno non ci riesce grazie a questa grande bella idea. Almeno smorzassero a mezzanotte le luci, così non ci rompono più l’anima e ci fanno dormire in santa pace. Ma quando mai?”.
Il playground è stato inaugurato il 20 giugno, dopo gli interventi di riqualificazione e le fasi di collaudo dell’area gioco. L’intervento rientra nel Pnrr-Pinqua “aree verdi” e ha riguardato il parco urbano di via San Paolo, nella parte alta della strada, vicino all’area camper.
Nell’area sono stati realizzati tre campi da basket e un campo da calcio. Una struttura pensata per lo sport e per i ragazzi, ma che ora solleva il problema della convivenza con il quartiere.
La sindaca Chiara Frontini, il giorno prima dell’inaugurazione, aveva parlato di “un passo importante per la rigenerazione urbana e il benessere dei cittadini”. L’assessore Emanuele Aronne aveva sottolineato che parco e playground sono muniti di nuova illuminazione e telecamere.
Ma proprio la nuova illuminazione, secondo la protesta di Tiziana, rischia di trasformarsi in un incentivo a restare sui campi fino a tardi. Da qui la richiesta: spegnere almeno le luci a mezzanotte, per consentire ai residenti di dormire.
Il punto politico e amministrativo è sempre lo stesso. La giunta Frontini interviene, inaugura, taglia nastri, rivendica la riqualificazione. Poi però non calcola mai le conseguenze di quello che fa. Soprattutto quando le opere calano dentro quartieri abitati, dove la vita quotidiana non finisce con una foto istituzionale o con una dichiarazione soddisfatta.
Come al solito, la sindaca Chiara Frontini, che incassa quasi 10mila euro lordi al mese pagati dai cittadini, se ne frega dei disagi che le scelte della sua amministrazione producono ogni giorno sui cittadini.
Un playground può essere utile. Uno spazio per lo sport può avere un senso. Ma se diventa fonte di rumore fino a notte inoltrata, senza regole chiare sugli orari e senza attenzione per chi abita intorno, il risultato rischia di essere l’ennesima opera pensata sulla carta e lasciata poi sulle spalle dei cittadini.
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