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Caprarola - Il presidente dell’ente Monti Cimini, Alessandro Pontuale, nel presentare il corso per “Coadiutore selecontrollore per le aree protette”

“Fauna selvatica: siamo passati da zero catture e abbattimenti nel 2024, a 190 nel 2025 e già 135 nel 2026”

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Alessandro Pontuale

Alessandro Pontuale

Una famiglia di cinghiali - Immagine di repertoriodi cinghiali

Una famiglia di cinghiali – Immagine di repertorio

Caprarola – Riceviamo e pubblichiamo – E’ finalmente iniziato, presso la sede dell’ente Monti Cimini – Riserva Naturale Lago di Vico –, il corso per “Coadiutore selecontrollore per le aree protette”, organizzato e gestito dallo stesso ente.

Al termine delle quattro lezioni che si terranno nell’arco di due settimane verranno abilitati con questa specifica qualifica i dieci corsisti che hanno risposto all’avviso dell’ente Monti Cimini. Queste figure potranno così supportare, in modo decisivo, il personale dell’ente nel contrasto alla “problematica cinghiali”, nelle iniziative per il contenimento del numero, spropositato, degli stessi animali selvatici che da anni ormai sono tra le cause principali dei danni agli habitat e alle colture agricole dell’area protetta.

Propedeutica, a questo corso, è stata l’individuazione delle postazioni di tiro in sicurezza che l’ente ha già determinato da qualche mese. Così come l’acquisto di un camion frigo attraverso un finanziamento regionale.

“Un altro, fondamentale, passo della nostra struttura verso le istanze del territorio – commenta con soddisfazione il presidente dell’Ente Monti Cimini Alessandro Pontuale -. L’ente, in questo particolare e delicato momento storico che sta attraversando la Riserva Naturale Lago di Vico, sta operando quotidianamente pancia a terra su più fronti e grazie alle capacità, alla serietà, alla passione di tutto il personale, del direttore Eugenio Monaco, i risultati iniziano ad arrivare e con sempre più frequenza.

Nello specifico – continua Pontuale -, nel contrasto al sovrappopolamento della fauna selvatica, del cinghiale, un cambio di marcia c’era già stato. Basti pensare che come ente siamo passati da zero catture, abbattimenti, del 2024 alle 190 del 2025 mentre ad oggi, nel 2026, a non ancora metà dell’anno, siamo già a 135.

La scelta dell’ente di abilitare questi coadiutori specializzati – conclude il presidente – darà un ulteriore impulso a questa azione di contenimento volta a ridurre gli ingenti danni che questi animali cagionano agli habitat e alle colture agricole di eccellenza che si praticano all’interno dell’area protetta. Quella che solo poco tempo fa sembrava un’utopia sta invece diventando realtà, grazie al sostegno della Regione Lazio e dei suoi rappresentati sul nostro territorio”.

Ente Monti Cimini


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14 giugno, 2026

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