Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Esprimiamo la nostra più viva soddisfazione e quella di tutti gli operai agricoli di Viterbo e della Tuscia per l’ordinanza di rimozione del cartello “Remigrazione” di piazzale Gramsci. Una decisione, quella del comune, che è al tempo stesso una scelta di democrazia e civiltà.
La “remigrazione”, così come i propositi che l’accompagnano, non deve avere diritto di cittadinanza in una repubblica democratica “fondata sul lavoro”, una repubblica che “riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo… e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”, una repubblica dove tutti “hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Una repubblica che ha infine il dovere di rimuovere “gli ostacoli di ordine economico e sociale, che… impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Viterbo è una città multietnica dove le comunità internazionali hanno un ruolo fondamentale, caratterizzando a pieno titolo la vita economica, sociale e culturale di interi quartieri. Senza le comunità internazionali, solo per fare alcuni esempi, le strade e le attività commerciali di San Faustino, Pilastro, piazzale Gramsci, via della Palazzina, eccetera, eccetera, eccetera, sarebbero deserte. Senza le comunità internazionali diverse scuole sarebbero chiuse o non avrebbero i numeri per andare avanti.
Per quanto riguarda il mondo bracciantile, le comunità internazionali rappresentano l’80% degli operai agricoli del comune di Viterbo e circa il 60% dell’intera provincia, donne e uomini che con il loro lavoro assicurano a tutti pranzo e cena, donne e uomini che durante il Covid stavano sui campi.
L’ordinanza di rimozione del cartello “Remigrazione” di piazzale Gramsci, che si spera venga resa operativa nel più breve tempo possibile, è una vittoria della democrazia nei confronti di un modo di pensare e agire che mette spavento, suscitando soltanto un’istintiva repulsione. Un modo di pensare e di agire sul quale tutte e tutti sono chiamati a vigilare.
La segreteria della Uila
Lega intercomunale di Viterbo
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