Bolsena – (sil.co.) – In casa, oltre alla droga, i carabinieri gli hanno trovato anche un grinder metallico intriso di sostanza. Per chi non lo sapesse, il grinder è un macinino per tritare le erbe, che viene utilizzato dai fumatori di cannabis. Ma a incastrare un presunto pusher di Bolsena, arrestato martedì dai carabinieri, è stato l’ingente quantitativo di marijuana, hashish e cocaina sequestrato durante la perquisizione domiciliare. Per l’esattezza, circa un etto di cocaina, oltre tre etti di hashish e 7 grammi di marijuana.
Lago di Bolsena – Carabinieri – immagine di repertorio
All’interno dell’abitazione, i carabinieri hanno rinvenuto quasi un etto di cocaina suddivisa in due involucri: 5,71 grammi sul ripiano della cucina e altri 86,50 grammi in un secondo involucro occultato all’interno di un sacchetto di riso in un ripostiglio. Oltre tre etti di hashish, per un peso complessivo di circa 338,11 grammi, sono stati trovati tra il ripiano della cucina e all’interno di un borsello rosa nel ripostiglio, dove era occultato il grosso, ovvero 447 grammi di sostanza, suddivisa in tre panetti interi e uno parziale. Sette grammi di marijuana, invece, che poi in base ai successivi accertamenti è risultata essere del tipo “light”, si trova anch’essa sul ripiano della cucina.
In casa anche materiale per il taglio, la pesatura e il confezionamento delle dosi, tra cui il grinder metallico intriso di sostanza, un bilancino elettronico di precisione funzionante, tre panetti di sostanza da taglio del tipo “mannitolo” (del peso di 40,66 grammi) e varie buste di plastica ritagliate e sporche della medesima sostanza da taglio, oltre alla somma contante complessiva di 3.780 euro, 140 dei quali sul ripiano della cucina e 3.640 euro occultati all’interno di un portafoglio sopra l’armadio della camera da letto, nonché un estratto conto riportante annotazioni di nomi e cifre riferibili alla contabilità dell’attività illecita, elementi tutti convergenti nel qualificare la finalità della condotta.
Titolare del fascicolo il pm Michele Adragna, mentre l’arrestato, comparso ieri davanti al giudice Giovanna Camillo per la convalida, è difeso dall’avvocato Fausto Barili. Il giudice, sentiti gli operanti e l’uomo, che ha risposto a tutte le domande, ha confermato il fermo, accogliendo la richiesta del difensore di una misura meno afflittiva degli arresti domiciliari chiesti dall’accusa, tenuto conto che il presunto spacciatore è incensurato e ha una regolare attività lavorativa.
Il giudice ha accolto la richiesta, disponendo la misura cautelare dell’obbligo di dimora con pernottamento serale e notturno, rinviando il processo per direttissima per dare tempo alla difesa di valutare il ricorso a un rito alternativo.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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