Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Domani, martedì 9 giugno, alle 17,30, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” – stagione 2/2026, tornerà a trovarci Ottavio Fatica per presentare Londra (Adelphi), il secondo indedito di Louis-Ferdinand Céline da lui tradotto.
L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso nostra la sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).
L’autore
Louis-Ferdinand Céline (1894-1961) è una delle personalità più controverse della letteratura del Novecento. È autore di otto romanzi a sfondo autobiografico (tra i più noti Viaggio al termine della notte e Morte a credito) e di tre libelli antisemiti che gli valsero l’esilio in Danimarca e un processo per collaborazionismo. Rientrato in Francia nel 1951, Céline visse isolato a Meudon, tornando alla ribalta con i tre grandi romanzi della cosiddetta “trilogia tedesca” (Da un castello all’altro, Nord, Rigodon).
Il coordinatore dell’incontro
Ottavio Fatica è uno dei piú stimati traduttori italiani. Nato a Perugia, vive a Narni. Fra le sue traduzioni, il Moby-Dick di Melville, Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, quasi tutto Kipling, i diari di Byron, i limerick di Lear. Per Einaudi ha pubblicato nella collana Collezione di poesie, Le omissioni (2009) e Vicino alla dimora del serpente (2019).
Il libro
Louis-Ferdinand Céline, Londra, Adelphi
All’inizio di Londra Ferdinand, alter ego di Céline, appena sceso dalla nave su cui si era imbarcato alla fine di Guerra, si ritrova nel mondo della mala londinese, o meglio di quella francese, fuggita in massa per scampare alle trincee. Una contro-società chiusa in sé stessa, con le sue regole inumane, da tutti accettate stoicamente. Ma che cos’è Londra? Un manuale di sopravvivenza a uso dei disertori, un inno dolente alla prostituzione, un’elegia alla città che i giornali dell’epoca definivano “il più grande mercato di carne umana del mondo”: mai così diversa, stralunata, affascinante nel suo superbo squallore.
Céline squaderna una galleria di personaggi eroici nella turpitudine, alcuni già incontrati in Guerra come la prostituta Angèle e il maggiore Purcell (qui trasformato in folle inventore), o il bombarolo dostoevskiano Borokrom, i due papponi rivali Cantaloup e Tregonet, e il medico ebreo Yugenbitz, «pura bontà», quello che Céline avrebbe voluto diventare. Tutti dal destino segnato, popolano giorno e notte grandi arterie e angiporti, androni e locali malfamati, parchi e latrine.
La violenza, l’intensità quasi insopportabile di questa prosa dimostrano che il romanzo ci è pervenuto in una versione non purgata, che mai avrebbe potuto vedere la luce negli anni Trenta, quando è stato scritto, e resta materia incandescente ancora oggi.
Biblioteca consorziale Viterbo
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