Tarquinia – Riaffiora un nuovo tratto della Gravisca romana sotto il parcheggio delle Saline di Tarquinia.
La scoperta è avvenuta in località Gravisca, durante un intervento nato con un obiettivo preciso e concreto: mettere in sicurezza due sepolture che affioravano dal terreno, all’interno di un’area attraversata ogni giorno dalle automobili.
A darne notizia è la Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale, con un post pubblicato il 17 giugno. Un intervento di tutela, quindi, si è trasformato in una nuova occasione di conoscenza per un sito archeologico già noto, ma ancora capace di restituire elementi importanti della sua storia.
Tarquinia – Riaffiora un nuovo tratto della Gravisca romana
“A Gravisca si scava da molti anni, eppure questo luogo riesce ancora a sorprendere”, scrive la Soprintendenza.
Il punto di partenza dell’intervento non era una campagna di scavo programmata per riportare alla luce nuove strutture, ma una necessità di salvaguardia. “L’intervento in corso nasceva da una necessità concreta: mettere in sicurezza due sepolture che affioravano dal terreno, all’interno di un’area dove transitavano ogni giorno automobili”, spiega ancora la Soprintendenza.
Poi, pochi centimetri sotto il piano di campagna, è emerso qualcosa di più ampio. Non solo le sepolture da proteggere, ma una parte della città romana finora rimasta nascosta.
“Poi, pochi centimetri sotto il piano di campagna, è emerso qualcosa di più ampio: un nuovo tratto della Gravisca romana”, si legge nel post della Soprintendenza.
Tarquinia – Riaffiora un nuovo tratto della Gravisca romana
Lo scavo, però, è ancora in corso. Per questo non sono state fornite ricostruzioni definitive né indicazioni sulla funzione delle strutture emerse. Gli archeologi stanno leggendo il contesto giorno dopo giorno, con la cautela necessaria quando un ritrovamento è ancora in fase di studio.
“È ancora presto per raccontare tutto. Lo scavo è in corso, le strutture si stanno leggendo giorno dopo giorno, e proprio per questo serve tempo, attenzione e un po’ di pazienza”, scrive la Soprintendenza.
Il problema già chiaro è la buona conservazione dell’area. Il nuovo tratto di Gravisca romana si trovava sotto il parcheggio delle Saline di Tarquinia, in una zona attraversata dalle auto. Un luogo apparentemente ordinario, quindi, ha restituito un pezzo della città antica.
“Quello che si vede già, però, è importante: l’area conserva bene, e ci restituisce un pezzo di città che per anni è rimasto silenziosamente sotto un parcheggio”, afferma la Soprintendenza.
Tarquinia – Riaffiora un nuovo tratto della Gravisca romana
Le attività di scavo e salvaguardia sono seguite dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale con il supporto operativo di Eos Arc srl. L’obiettivo è tutelare quanto sta venendo alla luce, approfondirne la conoscenza e rendere l’area nuovamente fruibile in condizioni di sicurezza.
“L’obiettivo è semplice: proteggere quello che sta emergendo, conoscerlo meglio e restituire l’area alla fruizione pubblica in sicurezza”, si legge ancora nel post.
Gravisca è uno dei luoghi più significativi del territorio di Tarquinia. La sua storia è legata al rapporto tra la città antica e il mare, e agli scambi che per secoli hanno attraversato questa parte della costa. Proprio per questo ogni nuova emersione archeologica può contribuire a chiarire meglio l’estensione, l’organizzazione e la vita dell’insediamento.
La nuova scoperta, al momento, resta quindi un ritrovamento aperto. Non un punto di arrivo, ma l’inizio di un lavoro di studio e protezione. Saranno le prossime fasi dello scavo a dire con maggiore precisione cosa sia riaffiorato e quale ruolo avesse questo tratto all’interno della Gravisca romana.
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