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Cronaca - L'ex assessore Giacomo Barelli interviene sul cartello apparso su un edificio: "Fatto politicamente gravissimo che merita una condanna netta"

“Scritta remigrazione: Viterbo non può accettare messaggi d’odio, presenterò esposto al comune”

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La comparsa su un edificio privato di Viterbo di un grande cartello con la scritta “remigrazione” rappresenta un fatto politicamente gravissimo, che merita una condanna netta e senza ambiguità.

Mi meraviglio che nessun consigliere comunale abbia presentato un’interrogazione.

Viterbo - La scritta in piazza Antonio Gramsci

Viterbo – La scritta in in piazzale Antonio Gramsci


Quel termine non è neutro. È una parola vergognosa, carica di un messaggio che reputo xenofobo, razzista e profondamente contrario ai valori di convivenza civile. Dietro la formula della “remigrazione” si nasconde un’idea di esclusione, rifiuto e allontanamento delle persone straniere, come se la presenza di donne, uomini e famiglie migranti fosse un problema da cancellare invece che una realtà umana, sociale e giuridica da affrontare con responsabilità.

Per questo esprimo una inappellabile condanna politica nei confronti di chi ha apposto quel cartello e di chiunque scelga di usare gli spazi della città per diffondere messaggi di paura, discriminazione e ostilità. Viterbo non può diventare una vetrina per parole d’ordine che alimentano divisione e rancore.

Ma la condanna politica non basta. Per questo annuncio che presenterò un esposto al comune di Viterbo affinché venga verificata, sotto ogni profilo, la regolarità dell’installazione del cartello.

Chiederò che siano controllati tutti gli aspetti amministrativi, urbanistici, edilizi e di sicurezza: la presenza delle eventuali autorizzazioni o comunicazioni necessarie, la conformità alla disciplina sugli impianti pubblicitari visibili dalla pubblica via, il rispetto delle norme del codice della strada, l’eventuale incidenza sul decoro urbano, la stabilità e sicurezza della struttura, il pagamento dei tributi dovuti, nonché l’eventuale presenza di vincoli paesaggistici, storici o architettonici.

Invito inoltre il comune di Viterbo ad attivarsi autonomamente e immediatamente, senza attendere soltanto l’iniziativa dei cittadini, per verificare se quel manufatto sia stato collocato nel rispetto della legge e dei regolamenti comunali. Se dovessero emergere irregolarità, l’amministrazione dovrà adottare tutti i provvedimenti conseguenti, compresa la rimozione.

La libertà di espressione non può diventare un alibi per occupare lo spazio pubblico o visibile al pubblico con messaggi che feriscono la dignità delle persone e avvelenano il clima democratico. La città di Viterbo merita rispetto, legalità e parole che uniscano, non slogan che dividano.

Giacomo Barelli


Articoli: Rimozione del cartello “Remigrazione”, Arci aderisce all’appello di Peppe Sini – Peppe Sini: “La scritta ‘Remigrazione’ a piazza Gramsci va immediatamente tolta”


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12 giugno, 2026

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