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Montefiascone - Ha chiesto scusa alla mamma per averle puntato un coltello alla gola, un 39enne imputato di maltrattamenti e lesioni aggravate - Ora è in comunità

Ubriaco minaccia di morte madre e fratelli

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L'avvocato Luca Ragonesi

L’avvocato Luca Ragonesi

Viterbo – (sil.co.) – Ha chiesto scusa alla madre davanti al collegio il 39enne affetto da alcolismo che lo scorso 24 agosto ha aggredito la donna in cucina, puntandole un coltello alla gola e minacciandola di morte: ” Io posso anche tagliarti la gola ma non lo faccio”.

Il 10 agosto l’aveva chiusa a chiave in sala assieme ai due fratelli di 29 anni, andando a bere al bar e tornando dopo tre quarti d’ora. “Volevo che provassero quello che provavo io, quando ero in crisi di astinenza da alcol e loro mi chiudevano in casa per impedirmi di uscire”, ha spiegato in tribunale il 39enne.

Lo scorso 3 settembre i familiari. costretti a scappare di casa per la paura, lo hanno denunciato, è stato allontanato ed è finito a processo col giudizio immediato per maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate. Lo scorso 22 dicembre il 39enne, difeso dall’avvocato Luca Ragonesi, è stato accolto da una comunità terapeutica della provincia di Frosinone, da dove è venuto accompagnato da un operatore.

“È stata la svolta – ha spiegato l’imputato – se l’avessi fatto prima, ora avrei già completato il percorso. Ero preda dell’alcol da 4-5 anni, poi l’anno scorso è arrivato il brutto colpo della morte del mio patrigno e sono andato sempre più giù. Ero completamente sfiduciato, invece ho trovato delle persone meravigliose. Prima, una volta tornato sobrio, chiedevo scusa, ma non facevo nulla di concreto per cambiare, finendo in condizioni pietose. ora ne sto uscendo”. 

La madre, che ha rimesso la querela, è stata autorizzata dal presidente Jacopo Rocchi a colloqui telefonici con il figlio. I fratelli, sentiti con la madre come testimoni, hanno spiegato come il fratello fosse sempre ubriaco e come la situazione sia precipitata l’estate scorsa: “Ci sfidava, provocava con insulti e minacce, cercava una reazione violenta. Non riuscivamo a tenerlo a casa, ha picchiato la mamma. Noi lo portavamo al Sert, abbiamo tentato con un centro di recupero. Ma ricominciava sempre ed era sempre più aggressivo. Non si teneva in piedi, ma andava a bere al bar”. 

“Prima della denuncia, mio figlio è finito in ospedale cinque volte in un mese – ha riferito la madre – l’ultima in stato di incoscienza, tanto che mi hanno chiamato i sanitari per dirmi ‘ stavolta era privo di sensi, la prossima arriverà morto’, invitandomi a fare qualcosa”. 

Tutti, a partire dall’imputato, hanno concordato che il percorso sarà ancora lungo, ma che la strada giusta per uscire dall’alcolismo è stata intrapresa. Si torna in aula a fine estate. 


– Picchia e minaccia di morte la madre e due fratelli costringendoli a scappare da casa


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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23 giugno, 2026

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