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Cronaca – Due operatori di Viterbo Ambiente sarebbero intervenuti in aiuto di una giovane che faceva jogging nei pressi di un bar - La polizia ha interessato i servizi sociali

Uomo seminudo semina scompiglio tra i Cappuccini e il Murialdo, denunciato per resistenza

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Viterbo - Cappuccini

Viterbo – Cappuccini

Una pattuglia della squadra volante - Immagine di repertorio

Una pattuglia della squadra volante – Immagine di repertorio

Viterbo – Un uomo scalzo, a dorso nudo e con indosso soltanto un paio di pantaloncini avrebbe creato scompiglio questa mattina tra la parte alta dei Cappuccini, il Barco e il Murialdo.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo, un cittadino francese apparentemente di età compresa tra i 50 e i 60 anni, con i capelli grigi e il corpo sporco di una sostanza nera simile alla fuliggine, avrebbe rovesciato diversi contenitori dei rifiuti lungo il suo percorso.

La situazione sarebbe diventata più grave nei pressi di un bar, quando l’uomo avrebbe importunato una ragazza impegnata a fare jogging, toccandosi i genitali e cercando di avvicinarsi a lei.

A quel punto sarebbero intervenuti due operatori di Viterbo Ambiente presenti sul posto. Uno avrebbe aiutato la giovane ad allontanarsi in sicurezza, mentre l’altro avrebbe sorvegliato l’uomo, senza entrare in contatto fisico con lui, per impedirgli di seguirla.

Dopo la chiamata al 113 è intervenuta la polizia. L’uomo, già denunciato in altre occasioni, è stato nuovamente denunciato a piede libero dalla polizia per resistenza a pubblico ufficiale. Non ricorrendo i presupposti per l’arresto, è rimasto in libertà.

Il caso sarebbe stato segnalato anche ai servizi sociali, considerate le problematiche psichiche riferite sul suo conto. Al momento non sarebbe stato disposto un trattamento sanitario obbligatorio.

Gli uffici della polizia starebbero inoltre valutando l’adozione di un foglio di via, una misura di prevenzione che, una volta notificata, imporrebbe all’uomo di lasciare il territorio del comune di Viterbo.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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13 giugno, 2026

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