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Viterbo - Lo afferma il comitato per la riapertura della Civitavecchia Capranica Fabrica di Roma Orte

“Il 20 luglio a Unindustria la presentazione dei progetti che potrebbero ridisegnare l’Alto Lazio”

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Nella sede di Unindustria Viterbo il 20 luglio 2026 la presentazione di progetti che potrebbero ridisegnare il futuro dell’Alto Lazio, attraverso la realizzazione di infrastrutture stradali, aeroportuali e ferroviarie”. Così il comunicato diffuso per annunciare la riunione degli “Stati Generali delle infrastrutture dell’Alto Lazio” e la formazione di un tavolo decisionale per finalmente far emergere la volontà politica di valorizzare la centralità geografica della provincia.

I binari di una ferrovia

I binari di una ferrovia


È innegabile che sia mancato alla provincia di Viterbo il peso politico dei rappresentanti per favorirla. Adesso l’on Mauro Rotelli presidente commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della camera dei deputati, che ha indetto la riunione, potrebbe svolgere con più potere il ruolo di catalizzatore di risorse e determinare la svolta necessaria.

Fanno ben sperare la presenza della vice presidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, l’assessore ai Trasporti della regione Lazio Fabrizio Ghera e l’assessore ai Lavori pubblici Manuela Rinaldi, i consiglieri regionali Daniele Sabatini e Giulio Zelli. Importante anche la lista dei partecipanti alla riunione a partire dal presidente di Unindustria Viterbo Andrea Belli, che ha ospitato l’iniziativa, al prefetto di Viterbo Sergio Pomponio, al presidente di Ita Airways, Sandro Pappalardo, Ilaria Coppa commissario Anas, Lorenzo Cardo presidente dell’Interporto di Orte, Christian Colaneri direttore strategie e pianificazione sviluppo infrastrutture di Rfi, Marco Trombetti amministratore unico di Enac Servizi, Manolo Cipolla presidente di Cotral, Tommaso Tanzilli presidente di Ferrovie dello Stato Italiane.

“Non è un convegno qualsiasi – afferma i promotori dell’iniziativa –  né la classica passerella in cui ognuno ribadisce le proprie priorità senza ascoltare quelle altrui. Almeno nelle intenzioni dichiarate, l’obiettivo è un altro: fare il punto sullo stato delle opere, sugli investimenti già programmati e sui nodi ancora aperti che frenano la mobilità di persone e merci nell’Alto Lazio.”

Auguriamo che dalla riunione, con l’occhio attento allo sviluppo del porto di Civitavecchia e dell’Interporto Centro Italia di Orte, emergano proposte concrete rispetto le modalità di trasporto che interessano la provincia: aeroporto di Viterbo, trasversale o superstrada, raddoppio della Cassia, ferrovie regionali e statali.

Siamo anche certi che, in questa importante riunione, verranno indicate le soluzioni per l’apertura della Ferrovia trasversale Civitavecchia Orte, vista l’importanza strategica che riveste, per la realizzazione del “Corridoio del Mediterraneo Barcellona-Civitavecchia-Orte-Terni-Ancona-Croazia”, per il congiungimento su ferro dei due porti di Ancona e Civitavecchia, per l’allaccio ad Orte all’alta velocità e al TEN T 1, per il diritto alla mobilità di tutti i cittadini, per la realizzazione dell’effetto rete con il collegamento già esistente a Fabrica di Roma e a Viterbo Porta Fiorentina delle due stazioni Roma Nord e FS, così come chiede il piano dei trasporti della provincia di Viterbo redatto dalla Sapienza Architettura, approvato all’unanimità e fatto proprio dalla Regione Lazio.

Riteniamo possibile anche perché molti esponenti politici presenti agli stati generali fra cui Mauro Rotelli e Daniele Sabatini li sappiamo favorevoli. La stessa vice presidente del parlamento europeo può svolgere un ruolo determinante visto l’impegno dell’Unione Europea per la riapertura.

Anche Unindustria al convegno del 14 novembre 2025 per voce dei suoi massimi dirigenti ha sottolineato la validità della riapertura di una linea ferroviaria che tocca da vicino stabilimenti industriali importanti che fanno partire con TIR i loro prodotti: la Ferrero a Ronciglione e Caprarola e a Gallese la Socofer che produce scambi ferroviari.

Alle FS per la riapertura di questa linea di km 87 sono stati concessi dallo Stato 220 miliardi di lire tutti spesi per la sistemazione del sedime tra Capranica e Civitavecchia, altri 123 miliardi di lire sono stati dati alle FS per la elettrificazione di tutta la linea da Civitavecchia ad Orte, l’unione europea, assieme alla regione Lazio, autorità portuale di Civitavecchia, Interporto Centro Italia di Orte ha cofinanziato il progetto di ripristino ed elettrificazione, redatto dalla Italferr, di tutta la linea con 2 milioni di Euro.

Il parlamento all’unanimità l’ha inserita nell’elenco nella legge 128/2017 per le Ferrovie turistiche. Recentemente RFI ha iniziato la sua pulizia da Capranica a Ronciglione finalizzata al recupero di tutta la linea.

È quindi evidente e anche riconosciuta dalla politica e da RFI che la riapertura di questa importante infrastruttura sia una vera priorità per il riequilibrio del territorio. Non è solo un progetto ferroviario. È un progetto di: – sviluppo economico – sostenibilità ambientale – valorizzazione identitaria dei territori.

Oggi è il momento di agire. La linea ferroviaria Civitavecchia–Orte rappresenta un’infrastruttura strategica oggi inutilizzata, ma con un potenziale unico: collegare porto, interporti e tutto l’entroterra dei comuni interessati alle reti nazionali e ai corridoi europei, generando valore economico, ambientale e sociale. Lasciarla inattiva significa rinunciare a sviluppo, competitività e sostenibilità. Recuperare e valorizzare la linea ferroviaria – trasformarla in un’infrastruttura multifunzionale – attivare progetti concreti di sviluppo territoriale dei Comuni attraversati dalla ferrovia.

Le due leve principali: marketing territoriale e logistica integrata: Marketing territoriale e sviluppo turistico. La linea ferroviaria Civitavecchia-Orte ed il circuito dei comuni che essa attraversa può diventare un vero e proprio “corridoio turistico”: – collegamento tra i flussi turistici e crocieristici del porto di Civitavecchia e aree interne – valorizzazione di borghi, aree naturalistiche e patrimonio culturale – sviluppo di turismo lento (treni storici, cicloturismo, cammini). Risultato: aumento dei flussi turistici, nuove opportunità per imprese locali e rilancio delle economie dei territori attraversati.

Logistica integrata e mobilità sostenibile. La ferrovia Civitavecchia–Orte può svolgere un ruolo chiave nella logistica integrata e a favore dell’intermodalità: connessione efficiente tra porto, interporti e rete ferroviaria nazionale e corridoi europei, riduzione del traffico pesante su gomma e incremento di attività logistiche integrazione porto, nodi interportuali e realtà produttiva e distributiva di tutto il centro Italia.

Altri benefici ambientali ed impatti concreti: meno camion sulle reti stradali, riduzione delle emissioni di CO₂ e quindi minore inquinamento atmosferico ed acustico, miglioramento dei flussi turistici e maggiore sicurezza stradale.

Risultato: territorio più vivibile, sistema logistico più competitivo e sostenibile. Sostenere istituzionalmente il progetto e proporre le attività attraverso cui esso si realizza partecipare, promuovere ed essere protagonisti delle iniziative di sviluppo territoriale. Conclusione La ferrovia Civitavecchia–Orte può tornare a essere un’infrastruttura viva, utile e produttiva. La differenza la fa una scelta oggi: restare spettatori o diventare protagonisti di un progetto di rilancio territoriale concreto e sostenibile. 

Comitato per la riapertura della Civitavecchia Capranica Fabrica di Roma Orte

 


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18 luglio, 2026

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