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Le storie dei lettori - A ricostruire quanto accaduto il padre del ragazzo vittima a giugno di un incidente stradale a Vetralla: "È stato anche sottoposto a due interventi"

“Al Santa Rosa ci avevano detto ‘Domani siete a casa’, da un mese e mezzo mio figlio è ricoverato al Bambin Gesù e rischia l’amputazione dell’alluce…”

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Viterbo - Il pronto soccorso dell'ospedale Santa Rosa

Viterbo – Il pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 13 giugno verso le 8 di sera, mio figlio tornava a casa a Castel Sant’Elia da Viterbo in sella alla sua moto. 

All’altezza del cimitero di Vetralla, una macchina non si è fermata allo stop e lo ha travolto dal lato destro, facendogli letteralmente “esplodere” il piede. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e un’ambulanza e mio figlio è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa dove, dopo circa un’ora, l’ho raggiunto. 
 
Quando sono arrivato, le prime visite ed esami erano già stati effettuati e un medico mi ha tranquillizzato dicendo che avrebbero “fatto una lastra, giusto per escludere fratture che io mi sento di escludere, lo suturiamo, stanotte rimane in osservazione e domani – testuali parole -, torna a casa”.
 
Dopo aver fatto la lastra, non solo abbiamo scoperto che la frattura c’era, ma riguardava tutto il metatarso. A quel punto sono stato avvisato che lo avrebbero dovuto trasferire al Bambin Gesù, avendo 16 anni e non essendo presente l’ortopedia pediatrica a Viterbo. Mi è stato chiesto se avessi avuto preferenze tra Palidoro e Gianicolo e, per ovvie ragioni logistiche, ho optato per Palidoro.
 
Mentre organizzano il trasferimento, l’ortopedico ha iniziato a suturare la ferita e il piede malmesso di mio figlio, lo ha fasciato e, passata abbondantemente la mezzanotte, è arriva l’ambulanza per lo spostamento verso Roma. Arrivati a Palidoro siamo stati accolti da un “ma che cosa state a dì? qui non c’è ortopedia da anni, dovete andare al Gianicolo”. L’autista ha quindi provato a contattare il dottore del Santa Rosa che avrebbe spiegato di aver chiamato e mandato un fax, poi alle telefonate successive, dopo aver agganciato, non ha più risposto. 
 
Siamo finalmente al Gianicolo dove siamo ancora oggi ricoverati e dopo due interventi, un innesto di muscolo dorsale sul metatarso, asportazione di tessuto necrotico e parte dell’osso dell’alluce, siamo ancora in attesa di capire se si riuscirà ad evitare un’amputazione o meno.
 
Tutto questo partendo da un “domani siete a casa”… 

Alex Venerito


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24 luglio, 2026

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