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Roma - I giudici amministrativi ribadiscono: "Manca l'interesse attuale, la scelta finale non è ancora compiuta"

Deposito scorie nucleari, bocciato dal Tar il ricorso del comune di Tessennano

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Roma – Deposito nucleare, il Tar del Lazio frena Tessennano: inammissibile il ricorso contro la mappa dei siti idonei. I giudici amministrativi respingono l’impugnazione del Comune contro la Cnai: “Manca l’interesse attuale, la scelta finale non è ancora compiuta”.


Scorie nucleari

Scorie nucleari


Nessuno stop giudiziario, almeno per il momento, alla procedura per l’individuazione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Il Tar del Lazio (sezione seconda ter) ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dal Comune di Tessennano contro la Carta nazionale delle aree idonee, pubblicata dal ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica il 13 dicembre 2023.

La sentenza, decisa in camera di consiglio il 14 luglio 2026 (presidente Marco Bignami, estensore Achille Sinatra), spegne sul nascere la battaglia legale intrapresa dall’ente locale viterbese per escludere il proprio territorio dalla mappa dei siti giudicati idonei a ospitare le scorie nucleari italiane.

Il Comune di Tessennano aveva chiesto l’annullamento della Cnai e di tutta una serie di atti propedeutici redatti da Sogin (la società di stato responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari) e dai ministeri competenti, lamentando difetti di istruttoria, violazioni dei principi di trasparenza e partecipazione, e persino profili di incostituzionalità delle norme di riferimento.

Tuttavia, i magistrati romani hanno ritenuto che il ricorso non possa essere esaminato nel merito per una ragione squisitamente procedurale: la mancanza di un danno concreto e immediato.

“L’azione si palesa inammissibile per difetto di attuale interesse all’impugnazione”, si legge nella sentenza, che si allinea a diversi precedenti conformi dello stesso tribunale.

Nel ricostruire l’articolato iter previsto dal decreto legislativo n. 31/2010, il Tar ha evidenziato che sia la prima proposta (la Cnapi) sia la successiva Carta approvata (la Cnai) costituiscono tasselli di un mosaico burocratico non ancora completato.

La mappa individua un paniere di aree tecnicamente idonee a livello nazionale, ma nessuna certezza sul sito. L’inserimento di un territorio nella Cnai non equivale alla scelta automatica dello stesso. Prima della conclusione definitiva del procedimento, non vi è alcuna certezza su quale area ospiterà effettivamente il deposito.

La porta della giustizia amministrativa non si chiude comunque del tutto per le comunità locali. Il Tar ha infatti precisato che il Comune, qualora lo ritenesse ancora opportuno, potrà impugnare i futuri provvedimenti con cui verrà disposta la localizzazione definitiva del deposito nazionale sul proprio territorio, se e quando quel momento arriverà.

Per adesso, le carte restano sul tavolo del Governo e di Sogin. Vista la complessità della materia e il coinvolgimento di diversi enti pubblici, il Tar ha comunque deciso di compensare interamente le spese di giudizio tra le parti.


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16 luglio, 2026

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