Viterbo – Dies Natalis ha acceso la notte di Viterbo. Al termine del conto alla rovescia, la macchina di Santa Rosa è emersa dal buio illuminando piazza San Sisto e richiamando numerosi viterbesi ai piedi della struttura.
Macchina di Santa Rosa – Dies Natali si illumina
La prova delle luci ha rappresentato uno dei primi momenti pubblici del lungo percorso che accompagnerà la città fino al trasporto del 3 settembre. L’accensione è stata soltanto elettrica e non ha quindi restituito l’effetto completo che si potrà ammirare durante la serata dedicata alla patrona.
Per il secondo anno consecutivo la macchina è stata collocata a San Sisto con largo anticipo rispetto al trasporto. La scelta è stata assunta dall’amministrazione comunale insieme al Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, con l’obiettivo di trasformare Dies Natalis in un richiamo turistico capace di promuovere Viterbo e la sua tradizione più conosciuta.
Nel 2025 il montaggio anticipato era stato collegato al Giubileo della speranza indetto da papa Francesco. L’amministrazione ha successivamente annunciato l’intenzione di rendere stabile questa impostazione, permettendo a cittadini e visitatori di osservare la macchina durante i mesi estivi.
Anche la scelta del 9 luglio ha avuto un valore simbolico. La data ricorda la nascita di Santa Rosa e il luogo scelto si trova accanto alla chiesa di San Sisto, dove secondo la tradizione la patrona di Viterbo ricevette il battesimo.
Macchina di Santa Rosa – Dies Natali si illumina
La concomitanza con la finale del campionato mondiale di calcio tra Spagna e Argentina ha limitato l’affluenza, senza però togliere intensità al momento dell’accensione.
Lo spettacolo completo arriverà la sera del 3 settembre, quando alle luci elettriche si aggiungeranno le fiaccole a fiamma viva e Dies Natalis attraverserà le vie del centro storico sulle spalle dei facchini di Santa Rosa, davanti a migliaia di persone.
Alla prova di illuminazione erano presenti, tra gli altri, la sindaca Chiara Frontini, il presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini e il capofacchino Luigi Aspromonte.
Irene Temperini
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