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Fabrica di Roma – Riceviamo e pubblichiamo – La gestione del territorio non si fa sui social. Serve una strategia concreta contro l’abbandono dei rifiuti e una mediazione istituzionale che tuteli il motore economico della Tuscia: la corilicoltura.
Negli ultimi tempi, il dibattito pubblico a Fabrica di Roma si è infiammato attorno a temi cruciali per il territorio: il decoro urbano, l’abbandono dei rifiuti e la gestione dei trattamenti fitosanitari in agricoltura. Questioni complesse che, troppo spesso, finiscono per essere banalizzate, brutalizzate o esasperate sulle piattaforme social, scatenando polarizzazioni sterili anziché soluzioni concrete. L’abbandono dei rifiuti nei nostri paesi sta diventando un fenomeno preoccupante che richiede risposte urgenti. Tuttavia, la risposta non può risiedere in un post su Facebook, uno spazio virtuale che rischia di generare solo chiacchiere infruttuose. Nel caso specifico, l’effetto collaterale è stato quello di offrire sponde agli “odiatori” dell’agricoltura, pronti a cavalcare ogni pretesto per alimentare un’ideologia che criminalizza l’intera categoria.
Per contrastare efficacemente il fenomeno, la strada da seguire è un’altra. Anziché limitarsi a raccogliere continuamente i rifiuti – un’azione che purtroppo non funge da deterrente – la soluzione più efficace e già collaudata in altre realtà consiste nell’investire sul videocontrollo. I punti di abbandono sono quasi sempre ricorrenti: chi delinque tende a reiterare il reato negli stessi luoghi. Piazzando telecamere strategiche si potrebbero identificare i responsabili, costringerli a rimuovere a proprie spese i rifiuti e sanzionarli con multe onerose.
Un altro fronte caldo riguarda le polemiche sui trattamenti antiparassitari. Se all’interno del territorio comunale sono presenti importanti estensioni di terreno agricolo, quel terreno va coltivato. È una questione di buona amministrazione, manutenzione del territorio e buon senso. I trattamenti fitosanitari sono, in molti casi, una necessità tecnica per salvaguardare i raccolti. Le amministrazioni locali non possono ignorare questa realtà o assecondare chi vorrebbe “far scomparire gli agricoltori”, magari per calcoli di natura elettorale. Al contrario, il compito della politica è agevolare lo svolgimento di questi lavori in sicurezza, collaborando strettamente con leorganizzazioni agricole per individuare soluzioni condivise che garantiscano il quieto vivere e spengano sul nascere i conflitti con l’opinione pubblica.
Il dovere delle istituzioni: pace sociale e sviluppo economico. È proprio in questo scenario che emerge il ruolo cruciale e insostituibile della politica locale. Le istituzioni hanno il dovere sacro di garantire la pace sociale e di cercare costantemente la mediazione tra le parti, evitando che il tessuto comunitario si sfilacci in fazioni contrapposte. Accanto alla coesione sociale, vi è il dovere di sostenere lo sviluppo economico del territorio. Nella Tuscia in generale, e a Fabrica di Roma in particolare, economia significa innanzitutto agricoltura e agricoltura si traduce principalmente nella coltivazione delle nocciole. La corilicoltura è il vero motore economico che dà lavoro a centinaia di famiglie e mantiene vivi i nostri paesi. Difendere e supportare questo comparto non significa fare un favore a una categoria, ma proteggere il futuro economico di tutta la comunità.
Davanti ad attacchi social e tentativi diffusi di diffamazione che colpiscono la dignità dei lavoratori della terra, restare a guardare passivamente non è un’opzione. È tempo che le istituzioni tornino a fare il loro mestiere e a governare con lungimiranza per proteggere le nostre eccellenze e unire i cittadini, anziché dividerli.
Fernando Monfeli
Presidente Asta
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