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Politica - Giacomo Barelli interviene sul lavoro eseguito sulla facciata del liceo classico: “Provincia e Soprintendenza chiariscano chi ha deciso, con quali criteri e sulla base di quali documenti”

“La memoria non si tutela con il pennello facile, la scritta ‘Casa del Balilla’ sul Buratti è una ricostruzione casareccia e caricaturale”

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Giacomo Barelli

Giacomo Barelli

Liceo classico Mariano Buratti - Dietro i teloni dell'impalcatura si intravede la scritta rifatta "Casa del Balilla"

Liceo classico Mariano Buratti – Dietro i teloni dell’impalcatura si intravede la scritta rifatta “Casa del Balilla”

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La storia non si conserva reinventandola.

Il Mariano Buratti è stato il mio liceo classico. In quelle aule ho studiato, sono cresciuto e ho imparato, tra le altre cose, che la storia non va né cancellata né manipolata. Proprio per questo condivido pienamente la critica sollevata da Carlo Galeotti su Tusciaweb.

Nessuno vuole rimuovere o demolire i monumenti del passato. Nessuno propone di cancellare le tracce del fascismo o di fingere che quella stagione non sia esistita. Da liberale, penso esattamente il contrario: la storia deve essere conosciuta, conservata e spiegata, anche quando è scomoda. Ma conservare è una cosa, ricostruire arbitrariamente è tutt’altra.

Quella che appare sulla facciata del Buratti sembra una ricostruzione casareccia, quasi caricaturale, della scritta “Casa del Balilla”. Se le immagini corrispondono davvero a un intervento di ridipintura, siamo davanti a un’operazione francamente ridicola: non un restauro rispettoso, ma una specie di scenografia realizzata senza alcuna apparente sensibilità per la storia e per l’identità attuale dell’edificio.

La vicenda ricorda, per paradosso, il restauratore che avrebbe dato a un angelo in una chiesa il volto di Giorgia Meloni: quando il restauro diventa interpretazione personale, il risultato oscilla tra il grottesco e il falso storico.

C’è poi un elemento simbolico che rende tutto ancora più assurdo. Quel liceo porta il nome di Mariano Buratti, antifascista e martire della Resistenza. Riportare in evidenza, con una ricostruzione così grossolana, la scritta “Casa del Balilla” senza un’adeguata contestualizzazione storica significa ignorare completamente il valore civile assunto da quella scuola nel corso del tempo.

La provincia e la soprintendenza chiariscano chi ha deciso, con quali criteri e sulla base di quali documenti. La memoria non si tutela con il pennello facile. E la storia non si riscrive come una scenografia.

Giacomo Barelli


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18 luglio, 2026

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