Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Maschilisti e benpensanti non si straccino le vesti, se ci giunge conferma dall’antichità greca che la donna per il proprio appagamento sessuale non ha assolutamente bisogno dell’uomo. Aristofane ci tramanda attraverso la Lisistrata, commedia del 411 avanti Cristo, uno sciopero tutto al femminile di donne che negano le proprie prestazioni sessuali ai mariti, per costringerli a far cessare la Guerra del Peloponneso.
Hidria con “Olisbos” gigante
Gli uomini entrati presto in crisi tentano di espugnare l’Acropoli dove si sono asserragliate le mogli. Le donne non patiscono la mancanza degli uomini perché usano dildi e falli artificiali che nell’antichità classica andavano tanto di moda e si chiamavano “olisboi”.
Erano attive tante botteghe artigiane nella produzione di tali oggetti di autoerotismo e una città famosa per la produzione di questi falli era Mileto.
Il poeta Eronda vissuto nel terzo secolo avanti Cristo nel suo VI mimo descrive due amiche a colloquio che esaltano le qualità dei falli artificiali realizzati dall’artigiano Kerdon.
Metro: dimmi Koritto. Chi ti ha fatto quel fallo di cuoio scarlatto? Koritto: me lo ha lavorato Kerdon l’artigiano calzolaio. Metro: come ha fatto a realizzare un tale lavoro così morbido e piacevole?
“Olisbos” gigante su kilix a figure rosse
Che mani d’oro ha quell’uomo. Dunque già dall’antichità classica ed ellenistica venivano prodotti questi oggetti di piacere in cuoio, anatomici e stimolanti. Falli maneggiabili sia singolarmente che anche in compagnia di altre amiche.
Già dall’antichita’ veniva posta l’alternativa alla società maschilista che al giorno d’oggi anacronisticamente ancora domina più campi della vita sociale.
Emanuel Alison Flamini
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