Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’oltretomba etrusco era un posto veramente poco raccomandabile, popolato da mostri, geni e altre divinità infernali.
L’escatologia degli Etruschi nella fine del IV secolo avanti Cristo era influenzata dal contesto storico dell’invasione romana a sud, con la distruzione di Veio, e la migrazione celtica da nord, con la presa di Felsina-Bologna da parte dei Galli Boi.
La quadriga infernale di Sarteano
I personaggi caratteristici dell’oltretomba etrusco sono la dea Vanth e Caronte, geni inferi che al momento della morte si presentavano per prelevare i defunti.
Vanth ricorre in molti sarcofagi provenienti dalla Necropoli di Monterozzi a Tarquinia e guida il corteo diretto nell’aldila’ rischiarando la strada con una torcia.
Questa divinità assume anche il nome di “Lasa” ed è presente nelle pitture parietali della Tomba François durante l’uccisione dei prigionieri troiani per mano di Achille.
Il sarcofago tarquiniese della famiglia Partunu, proveniente direttamente dalla Grecia, in cui in tonalità policrome è raffigurata l’amazzonomachia, presenta l’iconografia dei Caronti che compaiono dietro ad ogni personaggio ucciso per scortarlo agli inferi.
Mostri marini crestati e idre a tre teste sono l’ambientazione della tomba della Quadriga Infernale a Sarteano, in cui è presente la pittura tombale di un carro trainato da leoni e grifoni guidato da un auriga mostruoso dalla zanna ferina, occhi diabolici e pelle pallida.
Tomba francois: Vanth e Caronte assistono all’uccisione dei prigionieri troiani
La prospettiva angosciosa di un’oltretomba dai connotati infernali di derivazione greca, aveva trovato soluzione nella filosofia epicurea che negava radicalmente la vita oltre la morte.
Tra gli stilemi artistici di koine’ ellenistica ,emerge un mondo ultraterreno infero affascinante come solo gli Etruschi potevano concepire.
Emanuel Alison Flamini
La dea Vanth con la fiaccola
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