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Politica - Il consigliere Pietro Amodio (FdI) all'attacco sulla collaborazione tra la rassegna e palazzo dei Priori - La sindaca: "Critiche infondate, garantito il pluralismo"

“A Ombre festival non un evento culturale, ma un momento di propaganda dell’amministrazione Frontini”

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Pietro Amodio

Pietro Amodio

Viterbo – Secondo Pietro Amodio(FdI) alcuni appuntamenti di Ombre festival non rappresenterebbero “un evento culturale”, ma “un momento di propaganda” dell’amministrazione Frontini. L’esponente di Fratelli d’Italia ha indicato come esempio l’incontro “La Tuscia costruisce il proprio futuro”, che vedrà tra i protagonisti la sindaca Chiara Frontini. Ma ha tirato in ballo anche altri appuntamenti con esponenti della maggioranza.

Nell’ultimo consiglio comunale, Amodio ha chiesto chiarimenti all’assessore alla Cultura Alfonso Antoniozzi sulla collaborazione tra palazzo dei Priori e la manifestazione, in corso in città fino al 28 luglio. In primo luogo, ha domandato in base a quali criteri l’amministrazione comunale abbia approvato il palinsesto della rassegna. Poi ha chiesto “se la giunta abbia posto vincoli o linee guida per garantire il pluralismo delle voci e la rappresentanza delle diverse sensibilità politiche della città”.

A rispondere, però, è stata la sindaca. Prima che Antoniozzi potesse prendere il microfono, Frontini si è alzata spiegando di voler replicare personalmente e ha definito le critiche del consigliere opinioni legittime, ma “del tutto infondate”.

Amodio ha aperto il proprio intervento richiamando le “rimostranze pubblicate da alcune testate web” e il mancato coinvolgimento nel festival di “professionisti e personalità con ruoli diversi nel territorio”. “Penso che gli eventi culturali siano un momento importante per la cittadinanza e che sia doveroso organizzarli – ha detto – ma su Ombre festival ci sono parecchie domande da fare”.

Nel mirino del consigliere è finita soprattutto la presenza consistente di esponenti dell’amministrazione comunale all’interno del programma: “Vedo una grossa rappresentanza di consiglieri e assessori della giunta. Non è certo precluso loro partecipare alla manifestazione – ha precisato – ma si rischia una sovraesposizione mediatica a favore di una sola parte politica”. Da qui il riferimento a “La Tuscia costruisce il proprio futuro”, uno degli appuntamenti ai quali prenderà parte la sindaca.

Amodio ha ricordato che Ombre festival beneficia di un finanziamento pubblico. Il comune collabora alla realizzazione della manifestazione mettendo a disposizione spazi, sale e servizi, oltre all’esenzione dal canone per l’occupazione del suolo pubblico. La giunta ha anche stabilito che l’ente parteciperà alle spese con un successivo atto, sulla base delle disponibilità di bilancio che saranno reperite. Al momento, tuttavia, la cifra non è ancora indicata.

Per la sezione speciale “Dove cade l’ombra, nasce la luce”, dal costo dichiarato di 40mila euro, il comune ha invece chiesto alla regione Lazio un contributo di 20mila euro, precisando che il progetto non prevede un cofinanziamento diretto da parte di palazzo dei Priori.

Frontini ha respinto la ricostruzione di Amodio elencando alcuni dei protagonisti del festival. “Il programma prevede sul palco dalla vicepresidente Antonella Sberna al consigliere Enrico Panunzi, passando per Stefano Bonaccini e il ministro Matteo Piantedosi, oltre a tantissime realtà locali”, ha replicato. La sindaca ha poi ricordato la presenza di Nicola Gratteri, Bruno Vespa, Luigi de Magistris e Giuseppe Cruciani, sostenendo che il cartellone offra “più voci e più sensibilità”.

“Mi sembra che ci sia un amplissimo ventaglio nel quale vedere riconosciute le proprie sensibilità – ha proseguito Frontini –. Ci sono un po’ tutte le visioni e le idee del mondo, come è giusto che sia nell’ambito di un festival culturale pluralista”. Il sostegno del comune, ha aggiunto, deriva dalla convinzione che Ombre rappresenti “un’offerta culturale di qualità, vasta, varia e variegata”, distribuita per quasi un mese tra il cortile di palazzo dei Priori e diverse piazze del centro.

Amodio ha chiuso il confronto ribadendo la propria posizione. “Ringrazio la sindaca per avere chiarito il suo punto di vista, che rispetto ma non condivido – ha detto –. È innegabile che vi sia una forte presenza di una parte politica e che non vi sia un’adeguata rappresentanza locale delle altre”. Per il consigliere, l’incontro “La Tuscia costruisce il proprio futuro” sintetizzerebbe questa impostazione: “Non un evento culturale, ma un momento di propaganda”.


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18 luglio, 2026

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