Viterbo – Non sarebbe stato un confronto tra due detenuti, ma un’aggressione compiuta da un gruppo durante l’ora d’aria. Cambia, alla luce delle nuove informazioni emerse, la ricostruzione dell’omicidio avvenuto questa mattina nel carcere Nicandro Izzo a Mammagialla.
La vittima è Mohamed Chaanoun, cittadino marocchino di 27 anni. Il giovane detenuto sarebbe stato circondato e assalito da un branco mentre si trovava nell’area passeggio dell’istituto penitenziario per il periodo giornaliero di permanenza all’aperto.
Durante l’aggressione sarebbe stata utilizzata una lama artigianale. Chaanoun è stato raggiunto da colpi che gli hanno provocato ferite mortali. I soccorsi, attivati subito dopo l’accaduto, non sono riusciti a salvargli la vita.
Le indagini sono ancora in corso per ricostruire con precisione ogni fase dell’assalto e accertare le responsabilità dei singoli componenti del gruppo. In particolare, gli investigatori stanno cercando di stabilire chi, tra i detenuti coinvolti, abbia materialmente impugnato la lama e sferrato i colpi mortali.
La nuova ricostruzione supera quindi le prime informazioni, secondo le quali Mohamed Chaanoun sarebbe stato accoltellato da un solo connazionale. L’aggressione avrebbe invece coinvolto più persone, anche se resta da chiarire il ruolo ricoperto da ciascuna.
Gli inquirenti stanno lavorando anche per individuare il movente. Una delle ipotesi prese in considerazione è quella di un regolamento di conti tra gruppi contrapposti presenti all’interno della casa circondariale.
Nel carcere di Mammagialla, nei giorni scorsi, si sarebbe registrata una tensione sempre più alta tra bande rivali. Una situazione segnata da una progressiva escalation, sfociata questa mattina nell’aggressione mortale.
Si tratta, al momento, di un’ipotesi che dovrà trovare conferma attraverso gli accertamenti investigativi. Dovrà essere verificato se l’assalto sia stato improvviso oppure preceduto da contrasti, minacce o altri episodi avvenuti nei giorni precedenti.
Le indagini sono condotte dagli agenti della polizia penitenziaria con il supporto della squadra mobile della questura di Viterbo. Gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze del personale in servizio e dei detenuti presenti nell’area passeggio al momento dell’aggressione.
Un ruolo decisivo potranno avere anche i rilievi effettuati dalla polizia scientifica e gli eventuali elementi acquisiti all’interno dell’istituto. Gli accertamenti dovranno permettere di definire il numero delle persone coinvolte, la sequenza dei colpi e la provenienza della lama artigianale.
Intorno alle 17 nel carcere sono arrivati gli agenti della scientifica, il medico legale e il procuratore capo di Viterbo Mario Palazzi, che ha seguito le prime fasi dell’attività investigativa.
Resta ora da chiarire chi abbia materialmente ucciso Mohamed Chaanoun e quale sia stato il contributo degli altri detenuti che avrebbero partecipato all’aggressione. Al centro dell’inchiesta anche i rapporti tra i gruppi rivali e gli episodi di tensione che avrebbero preceduto l’omicidio.
– Detenuto accoltella e uccide il compagno di cella nel carcere di Mammagialla
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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