Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Le drammatiche ore vissute all’interno della casa circondariale di Viterbo impongono una riflessione autentica da parte di tutte le istituzioni. Desidero rivolgere il ringraziamento dell’amministrazione provinciale agli agenti di polizia penitenziaria.
Alessandro Romoli
Il loro coraggio e la loro eccezionale prontezza hanno evitato conseguenze ben più gravi in un contesto di assoluta emergenza. La nostra gratitudine abbraccia con la stessa intensità tutto il personale civile, medico e amministrativo operante nella struttura, così come i vigili del fuoco e gli operatori del 118 intervenuti senza sosta.
Lavorare in prima linea, fronteggiando criticità estreme, richiede un senso dello Stato e una dedizione fuori dal comune. Questi uomini e queste donne rappresentano un orgoglio per il nostro territorio.
Un carcere rimane un luogo dove la Repubblica amministra la giustizia e promuove la rieducazione. Questo delicato equilibrio si regge unicamente sulla tutela della dignità umana: la dignità di chi sconta una pena e quella, altrettanto sacra, di chi vi presta servizio quotidiano. Le note difficoltà strutturali e la gestione degli spazi impongono interventi chiari e tempestivi a livello centrale. Dietro le statistiche sul sovraffollamento troviamo volti, famiglie e storie che meritano risposte.
La provincia di Viterbo assicura il proprio impegno per mantenere altissima l’attenzione nei tavoli istituzionali preposti, affinché chi lavora alla casa circondariale “Nicandro Izzo” possa operare in totale sicurezza.
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