Viterbo – Alberi secchi davanti al tribunale, al parcheggio del Carmine, al Pilastro e in altre aree della città. È il “giallo pubblico”, come lo ha ribattezzato il consigliere comunale della Lega Andrea Micci, al centro di un’interrogazione discussa oggi in consiglio comunale.
Micci ha ricordato la recente inaugurazione dei lavori di riqualificazione di Villa Lante, alla quale avevano partecipato anche la sindaca Chiara Frontini e altri rappresentanti istituzionali, e le parole pronunciate in quell’occasione sull’importanza di garantire la manutenzione delle opere una volta conclusi gli interventi.
“Pochi giorni dopo sono andato davanti al tribunale, dove sono stati piantati moltissimi alberi nell’ambito di progetti finanziati anche con il Pnrr, e ho iniziato a contare quelli secchi – ha detto Micci -. A un certo punto mi sono stufato, perché erano più quelli morti di quelli vivi”.
Il consigliere ha riferito di avere riscontrato una situazione analoga nel parco sotto l’Ipercoop, nell’area fuori valle Faul e al parcheggio del Carmine. Ha quindi chiesto alla sindaca e agli assessori competenti quale fosse la somma complessivamente spesa per le piantumazioni, quanti alberi fossero stati messi a dimora, quanti fossero ancora vivi e a chi spettasse la successiva manutenzione.
Viterbo – Il verde pubblico secondo Chiara Frontini è giallo – Gli alberi appena piantati in tribunale in gran secchi
“È facile andare sul posto, tagliare il nastro e poi dimenticarsi delle opere – ha aggiunto Micci -. Se dovessero essere impiegati altri fondi per sostituire le piante, potrebbe configurarsi anche un possibile danno erariale, considerando che per alcuni progetti sono stati spesi milioni di euro”.
A rispondere per primo è stato l’assessore Emanuele Aronne. “Prima di parlare di danno erariale – ha affermato -, Micci, che è avvocato, sa perfettamente che esistono le polizze fideiussorie. Se c’è un vizio nella realizzazione, la garanzia può essere escussa”.
Aronne si è soffermato innanzitutto sulle piantumazioni davanti al tribunale. Le essenze, secondo quanto riferito dall’assessore, erano verdi quando sono state messe a dimora, ma alcune non avrebbero resistito anche a causa del caldo inconsueto. Una valutazione che sarebbe stata confermata anche da alcuni agronomi.
Viterbo – Il verde pubblico secondo Chiara Frontini è giallo – Gli alberi appena piantati in tribunale in gran secchi
“La ditta si è resa disponibile a sostituirle – ha spiegato Aronne -. L’impianto a goccia è perfettamente funzionante, ma ci è stato riferito che, a causa di un problema con l’Enel, per un periodo il sistema non è stato alimentato. Non si tratta quindi di una responsabilità della pubblica amministrazione”.
Le piante sarebbero così entrate in sofferenza. Tutte quelle che non si trovano nelle condizioni previste saranno sostituite tra settembre e novembre. Secondo Aronne, anche l’obbligo di concludere alcuni appalti entro il 30 giugno avrebbe costretto a mettere a dimora determinate essenze in un periodo non adatto.
“La formula degli appalti e la necessità di chiudere i lavori entro il 30 giugno ci hanno portato a piantare alcune essenze nel momento sbagliato – ha aggiunto -. La ditta si è assunta l’onere di ripristinare tutto”.
La sostituzione davanti al tribunale dovrebbe avvenire dopo la chiusura estiva degli uffici giudiziari. “Non ci sarà alcun aggravio per la pubblica amministrazione – ha sottolineato Aronne -. Possiamo quindi lasciare tranquilla la Corte dei conti”.
Al parcheggio del Carmine, invece, si sarebbe rotto un filtro dell’impianto di irrigazione a goccia. Il componente, ancora in garanzia, è già stato sostituito e la ditta provvederà anche in questo caso a rimpiazzare le piante che non hanno resistito alla mancanza d’acqua.
Diversa la situazione al Pilastro, dove l’assessore ha parlato di un probabile atto vandalico. “Abbiamo trovato tubi tagliati di netto”, ha riferito. Le piante collocate lungo la passeggiata delle mura, invece, sarebbero rigogliose.
Viterbo – Il verde pubblico secondo Chiara Frontini è giallo – Gli alberi appena piantati in tribunale in gran secchi
Aronne ha assicurato che gli uffici sono stati immediatamente avvisati e che sono già in corso le interlocuzioni con le imprese per individuare il periodo più adatto alle nuove piantumazioni.
“Ci sono tutte le tutele necessarie affinché, se qualcosa va storto, venga ripristinato – ha ribadito Aronne -. Non ci sarà alcun costo aggiuntivo per l’amministrazione comunale”.
L’assessore Giancarlo Martinengo è quindi intervenuto sulle attività di manutenzione e irrigazione. Al Carmine, ha spiegato, il sistema era presente e ne era stata aumentata anche la portata, risultata però insufficiente per le giovani piante durante le ondate di calore. La ditta è già stata convocata.
“Siamo corsi ai ripari con le imprese che si occupano del verde e stiamo effettuando irrigazioni di soccorso due volte alla settimana – ha detto Martinengo -. Abbiamo inoltre iniziato a sistemare gli impianti che si sono rivelati inefficienti”.
Al pratogiardino Lucio Battisti, dal 6 giugno, l’irrigazione non funzionava. Dopo una ricerca approfondita del guasto, sarebbe emerso che una pompa del pozzo era inefficiente. Il componente è stato sostituito e l’impianto è tornato in funzione.
Sono stati inoltre sistemati i sistemi di irrigazione di piazza della Rocca e del Sacrario dei caduti, mentre sono in corso interventi sull’impianto di via Marconi.
“È una gara contro il tempo – ha concluso Martinengo -. Nessuno si aspettava un’ondata di calore di queste dimensioni e stiamo cercando di recuperare”.
La risposta della giunta non ha convinto Micci. “Oggi apprendo che Viterbo si è teletrasportata nel deserto del Sahara – ha controreplicato Micci -. Se tutto dipendesse dal caldo, anche le città vicine, che hanno registrato temperature ancora più alte, sarebbero completamente secche”.
Il consigliere ha quantificato in 43 gli alberi morti davanti al tribunale. “Non ho mai visto una pianta morire in tre giorni – ha aggiunto -. Da parte dell’amministrazione ci sono noncuranza, sciatteria e completo abbandono dei progetti dopo il taglio del nastro”.
Secondo Micci, la rottura di un filtro non sarebbe sufficiente a spiegare il disseccamento delle essenze. “È evidente che sono mancati il controllo e la manutenzione – ha concluso -. Voglio vedere se le ditte sostituiranno davvero tutte le piante a proprie spese. Se il comune dovesse mettere mano al portafoglio e i cittadini fossero costretti a pagare due volte, potrebbero esserci grossi problemi”.
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