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Centro storico - Definito dalla regione Lazio il primo vero lotto del maxicantiere - 3,2 milioni di euro di stanziamento - Durata dei lavori nove mesi

Recupero dell’ex ospedale: demolizioni, bonifica amianto e un gemello digitale

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Viterbo – Demolizioni interne, bonifica dell’amianto e un modello digitale realizzato con laser scanner e droni. Avanti con il recupero dell’ex ospedale Grande degli Infermi. La regione Lazio ha definito il primo vero lotto sui blocchi A e C del complesso: 3 milioni e 228mila euro lo stanziamento.

Viterbo - L'ex ospedale grande degli infermi

Viterbo – Viterbo – L’ex ospedale grande degli infermi


Il blocco A è il grande corpo lungo via San Clemente, vicino agli ascensori di valle Faul. Il blocco C, invece, si sviluppa lungo via Sant’Antonio, fino a palazzo Farnese. Il blocco B, non coinvolto in questa fase, è quello che occupa invece la parte affacciata verso piazza San Lorenzo e l’angolo con via San Lorenzo.

Saranno eseguite demolizioni controllate: verranno rimosse in modo selettivo le parti interne che non devono essere conservate, senza abbattere le strutture principali. Saranno realizzate anche opere provvisorie di messa in sicurezza, per sostenere e proteggere le parti più delicate durante le demolizioni, le bonifiche e le indagini.

Il progetto comprende inoltre la “bonifica amianto” e il trasporto e trattamento dei rifiuti provenienti dalle bonifiche e dalle demolizioni.

Laser scanner e droni saranno impiegati per rilevare le piante e le facciate dei due blocchi e ricostruirne con precisione forma e caratteristiche. I dati raccolti serviranno a realizzare un modello digitale degli edifici e a preparare le verifiche sulla sicurezza sismica.

Sono previste anche indagini sulle strutture, sulle fondazioni e sul terreno, insieme a prove sui materiali. I controlli serviranno a preparare i successivi interventi di consolidamento e miglioramento sismico.

Il 10 luglio la regione ha approvato il quadro economico del lotto e prenotato le risorse necessarie. Il prossimo passaggio sarà la verifica definitiva del progetto, seguita dalla scelta dell’impresa che eseguirà i lavori. L’intervento avrà una durata stimata di circa nove mesi. Dei 3,2 milioni complessivi.

Nei mesi scorsi all’interno del complesso erano già stati eseguiti alcuni interventi preliminari, tra cui la rimozione del guano, delle carcasse di piccione, dei rifiuti e del materiale sanitario ancora presente, oltre all’installazione di reti contro l’ingresso dei volatili.

Il recupero rientra nel progetto del futuro borgo della Cultura. Per il complesso sono disponibili 17 milioni di euro di fondi europei e regionali, ai quali si aggiungono circa 14 milioni destinati all’Archivio di Stato e 4,3 milioni per palazzo Farnese.


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30 luglio, 2026

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