Roma – “Il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresentava la più grande occasione degli ultimi decenni per riorganizzare la sanità territoriale e rafforzare i servizi di prossimità. Oggi, invece, il rischio è che restino soprattutto inaugurazioni e campagne di comunicazione, senza quel salto di qualità che cittadini e territori si aspettavano.” – Lo dichiara in una nota la consigliera regionale del Partito Democratico Emanuela Droghei, intervenendo in consiglio regionale durante il dibattito sullo stato di attuazione della Missione 6 del Pnrr.-“Parliamo di circa 1,7 miliardi di euro destinati alla sanità del Lazio, con 131 case della comunità, 35 ospedali di comunità e 59 centrali operative territoriali.
Numeri importanti che, però, devono essere confrontati con la realtà. La Corte dei conti ha richiamato la regione per i ritardi nell’attuazione del Pnrr e per la bassa capacità di spesa. È un campanello d’allarme che non può essere ignorato. La realtà che ho trovato durante le visite ispettive è molto diversa dalla narrazione della Giunta Rocca.
A Genazzano una casa della comunità appena inaugurata presenta già criticità evidenti; a Palombara Sabina ho trovato una struttura praticamente vuota, dove durante l’orario di apertura si sentiva soltanto l’eco; all’Ospedale Grassi di Ostia, insieme al consigliere Claudio Marotta, abbiamo verificato il trasferimento della cabina audiometrica verso la casa della comunità di Liviabella, lasciando l’ospedale privo di un servizio fondamentale.
È questo il punto politico. Il Pnrr non è nato per spostare servizi da un presidio sanitario a un altro. È nato per aumentarli, per assumere personale, rafforzare la medicina territoriale e offrire nuove risposte ai cittadini. Se per aprire una Casa della Comunità si smonta un servizio ospedaliero, si tradisce lo spirito stesso della Missione 6.
Le case della comunità non possono diventare contenitori vuoti. Servono medici, infermieri, professionisti, servizi e una vera organizzazione della rete territoriale. Altrimenti resteranno soltanto edifici nuovi con una targa all’ingresso. Dopo tre anni e mezzo di governo – conclude Droghei – è arrivato il momento che il presidente Rocca smetta di attribuire responsabilità a chi lo ha preceduto e spieghi ai cittadini come sono state utilizzate le risorse del Pnrr.
Il successo di questa riforma non si misura dal numero dei nastri tagliati, ma dalla qualità dei servizi che i cittadini trovano quando entrano in una struttura sanitaria”.
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