Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – “Prima aumentano la spesa, poi aumentano le tasse: il conto lo pagano i cittadini”. Sinistra italiana vota contro l’aumento dell’addizionale Irpef.
“Se si chiedono nuovi sacrifici ai cittadini, la prima cosa da fare è dimostrare di aver amministrato con rigore. A Tarquinia, invece, accade esattamente il contrario.” Con queste motivazioni Sinistra Italiana ha espresso voto contrario all’aumento dell’addizionale Irpef, contestando una scelta che considera politicamente sbagliata e profondamente incoerente.
L’amministrazione giustifica l’aumento dell’aliquota con la necessità di compensare la perdita, dal 2027, del contributo annuale Enel. Una circostanza conosciuta da anni, che avrebbe richiesto una programmazione seria e lungimirante. La risposta, invece, è stata quella più semplice: aumentare la pressione fiscale su lavoratori, pensionati e famiglie.
Non possiamo fare a meno di sottolineare che nella gestione delle risorse pubbliche il sindaco ha una curiosa interpretazione, a corrente alternata e a convenienza, del principio del “buon padre di famiglia”.
Perché è proprio qui che emerge la contraddizione politica. Mentre si sostiene che il bilancio necessita di nuove entrate e che è inevitabile chiedere ai cittadini di pagare di più, con l’assestamento di bilancio vengono reperiti ulteriori 130 mila euro per incrementare le risorse destinate agli spettacoli estivi e ai selfie.
Nessuno mette in discussione il valore della promozione del territorio. Il punto è un altro: quando si sostiene di non avere risorse, le priorità dovrebbero essere ben diverse. Prima si riducono le spese non essenziali, poi, solo se davvero inevitabile, si chiedono sacrifici ai cittadini. Fare il contrario significa far pagare ai cittadini il prezzo di precise scelte amministrative.
Le incongruenze, secondo Sinistra Italiana, non finiscono qui.
Anche l’accordo sottoscritto con Talete sul recupero di un credito superiore ai due milioni di euro lascia molte perplessità. L’amministrazione ha accettato un piano di rientro lungo, con un tetto ai rimborsi annuali che non può superare i centomila euro e senza pretendere interessi, rinunciando di fatto a una tutela più incisiva degli interessi economici del comune. Una scelta difficile da comprendere mentre i cittadini continuano a fare i conti con bollette dell’acqua sempre più elevate.
Così come resta senza una convincente spiegazione la rinuncia a esercitare il diritto di prelazione sull’immobile di via dei Granari 28, nonostante vi fossero margini per ottenere condizioni economiche più favorevoli nell’ambito dell’accordo con la regione.
“Il problema ̶- sottolinea Sinistra Italiana – non è il singolo spettacolo estivo o il singolo accordo. Il problema è un metodo di governo che sembra applicare il rigore soltanto quando bisogna aumentare le tasse. Quando invece si tratta di contenere le spese, recuperare risorse o difendere con fermezza gli interessi economici della collettività, quello stesso rigore sembra improvvisamente sparire”.
Per Sinistra Italiana il principio del “buon padre di famiglia” (un modo di dire che – detto tra parentesi – è retaggio di un’idea dell’amministrazione della cosa pubblica patriarcale e discriminatoria nei confronti delle donne) non può essere evocato solo quando si chiedono sacrifici ai cittadini.
Significa programmare, fare scelte coraggiose, eliminare ciò che non è prioritario e difendere fino in fondo ogni risorsa pubblica.
“La credibilità di un’amministrazione – conclude Sinistra Italiana – non si misura dalla facilità con cui aumentano le imposte, ma dalla capacità di dimostrare ai cittadini che prima di chiedere nuovi sacrifici ha fatto tutto il possibile per evitarli.
Per questo abbiamo votato contro una manovra che riteniamo ingiusta sul piano sociale e incoerente sul piano politico”.
Le risorse pubbliche non possono essere amministrate con una curiosa interpretazione, a corrente alternata e a convenienza, del patriarcale principio del “buon padre di famiglia”.
Segreteria del Circolo di Sinistra Italiana “Luigi Daga” di Tarquinia
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