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Viterbo - Solo dopo il ricorso al Tar, il padre e la madre della minorenne hanno avuto accesso agli atti nell'ambito di un procedimento connesso

Studentessa vittima di bullismo, ma la scuola archivia e non dice ai genitori perché

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Viterbo – (sil.co.) – Studentessa minorenne presunta vittima di bullismo a scuola, ma la dirigente archivia il caso e nega il relativo documento ai genitori che fanno ricorso al Tar del Lazio per averne copia nell’ambito di un procedimento connesso. I fatti, che oltre alla presunta vittima, riguardano altre due studentesse, risalgono allo scorso 12 novembre e sono avvenuti in un istituto comprensivo della Tuscia.


Violenza sulle donne

Studentessa minorenne presunta vittima di bullismo


Premesso che è illegittimo il silenzio della scuola sui documenti per atti di bullismo, lo scorso 8 luglio i giudici amministrativi hanno chiuso la vicenda perché l’istituto comprensivo dove sono avvenuti i fatti, in provincia di Viterbo, si è deciso nel frattempo a esaudire la richiesta della famiglia. 

Si è quindi chiusa con una pronuncia di “cessazione della materia del contendere” la vicenda giudiziaria che ha visto contrapposti scuola e famiglia, ricorsa alle vie legali a seguito del silenzio-diniego opposto dall’amministrazione scolastica.

La controversia affonda le radici nei fatti accaduti il 12 novembre 2025 all’interno dell’istituto scolastico, relativi a presunti episodi di bullismo che vedevano coinvolta la minore insieme ad altre due studentesse.

Nel mese di dicembre 2025, i genitori hanno presentato formale istanza di accesso agli atti per prendere visione ed estrarre copia della segnalazione di bullismo e del successivo provvedimento di archiviazione, emesso il 19 novembre dell’anno scorso dalla dirigente scolastica.

Dinnanzi al diniego della dirigenza e al successivo silenzio sull’istanza di riesame, i genitori – rappresentati dagli avvocati Cesare Cardoni e Antonio Manganiello – si sono rivolti al tribunale amministrativo regionale per ottenere l’annullamento dei provvedimenti e l’ordine di esibizione della documentazione.

Nel corso del giudizio, costituitosi il ministero dell’istruzione e del merito tramite l’avvocatura Generale dello stato, la documentazione inizialmente negata è stata infine esibita e estratta in copia dai ricorrenti nell’ambito di un procedimento connesso.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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23 luglio, 2026

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