Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo -“Il comitato “Un Ospedale per il Territorio” non è promosso dal comune di Acquapendente e non rappresenta in alcun modo l’ente né le altre istituzioni coinvolte nella sanità locale. Si tratta di una realtà nata spontaneamente, anche su impulso delle forze di opposizione, con l’intento abbastanza chiaro di attaccare questa amministrazione comunale. L’atteggiamento mostrato nella questione del trasferimento della guardia medica ne è ulteriore conferma”. Lo dichiara Alessandra Terrosi, sindaca di Acquapendente.
“La decisione della Asl di trasferire dall’ospedale di Acquapendente a Bolsena il servizio di continuità assistenziale, meglio noto come guardia medica – prosegue Terrosi – costituisce una grave penalizzazione per il nostro presidio e crea forti disagi ai cittadini. I pazienti sono infatti costretti a rivolgersi al pronto soccorso, dove in caso di codice bianco devono pagare anche il ticket, oppure a raggiungere Bolsena, distante circa 20 chilometri. L’esperienza di questi primi giorni ci racconta di disagi importanti, che vanno dalla difficoltà nel reperimento del numero di telefono al fatto che il medico di guardia non si sposti dalla sede di Bolsena per visitare i pazienti perché “non ha disposizioni in tal senso”. Quindi viene vanificato anche l’auspicio che il medico arrivi da Bolsena a visitare chi sta male e chiede l’intervento della guardia medica perché non è in grado di muoversi autonomamente. Per non parlare delle difficoltà ulteriori per chi risiede, ad esempio, nelle frazioni di Torre Alfina e Trevinano”.
Il comune di Acquapendente ha espresso fin da subito la propria contrarietà al provvedimento, ritenendolo un indebolimento dei servizi sanitari essenziali per il territorio, e continua a operare, per quanto di propria competenza, per rivendicare i diritti della comunità.
“Ritengo inaccettabile – aggiunge la sindaca – che il suddetto comitato attribuisca al comune o al mio ruolo responsabilità che non competono all’amministrazione. Su questa vicenda il comune non aveva alcun potere decisionale. Per questo motivo, se si vuol fare il bene della sanità locale, continuo a credere che il confronto debba concentrarsi sulle possibili soluzioni e non sulla ricerca di polemiche sterili da parte di chi, solo a parole, sostiene di difendere il nostro ospedale. Da parte mia è sempre stata garantita un’interlocuzione costante sia con i vertici della ASL sia con i cittadini, portando all’attenzione delle istituzioni competenti tutte le criticità che emergono sul territorio”.
Nell’autunno del 2025 il consiglio comunale, recependo una mozione presentata dalla minoranza, aveva deliberato la costituzione di un comitato a sostegno dell’ospedale, con l’obiettivo di creare uno strumento di partecipazione per la tutela e il rilancio del presidio sanitario, punto di riferimento per l’intera Alta Tuscia, e per la difesa del diritto alla salute dei cittadini. All’iniziativa erano stati invitati rappresentanti istituzionali, sindaci dei comuni limitrofi, associazioni, operatori e professionalità attive in ambito socio-sanitario.
“La mozione presentata dalla minoranza – ricorda Terrosi – è stata oggetto di modifiche da parte della maggioranza, affinché fosse dato adeguato rilievo anche alla costruzione del nuovo ospedale. In ogni caso, l’amministrazione ha avviato il percorso istituzionale previsto, con il mandato conferito a sindaco e giunta per la costituzione del comitato. Successivamente, in un articolo diffuso dalla minoranza, il sindaco e la giunta venivano accusati di avere travisato quanto previsto nella mozione, dando sponda di fatto alla costituzione autonoma del comitato “Un Ospedale per il Territorio”. Tutto lecito, ma l’unico motivo di un attacco tanto gratuito quanto incomprensibile, e soprattutto falso, va ricercato nella volontà di creare in autonomia un soggetto del quale erano già stati decisi a priori gli organismi direttivi, oltre che ovviamente il presidente”.
“Si è trattato – continua – di un’iniziativa autonoma che non ha ricevuto alcuna formale approvazione dal Comune. Credo che queste persone abbiano solo voluto creare uno strumento per assecondare Regione e ASL, lavorando per obiettivi che sono sconosciuti, restando in silenzio di fronte alle scelte sbagliate operate dalla ASL o, quando chiamati in causa, scaricando le responsabilità sull’amministrazione comunale. Sorgono dubbi legittimi sulle reali motivazioni che hanno spinto taluni a creare il comitato: sicuramente visibilità e critiche facili verso l’operato dell’amministrazione, vedremo se ci sarà anche altro. Peraltro, quando si parla del sindaco come “massima autorità sanitaria del territorio” e di “assessore competente”, si ignora il fatto che la sanità è una esclusiva competenza della Regione e che il sindaco, anche se fosse la “massima autorità sanitaria del territorio”, non può certo disporre del personale medico tanto da spostarlo da una sede all’altra, né può predisporre atti di organizzazione relativi ai servizi sanitari. Ma sappiamo bene che chi vuole soltanto strumentalizzare non si preoccupa di comunicare dati oggettivi e veritieri”.
Il comune di Acquapendente continuerà a perseguire la strada del confronto istituzionale con la ASL di Viterbo, la Regione Lazio e tutti i soggetti coinvolti, con l’obiettivo di proteggere e rafforzare i servizi dell’ospedale aquesiano.
“Il dialogo istituzionale ha consentito finora di ottenere risultati importanti per il nostro ospedale – conclude Terrosi – tuttavia il recente trasferimento della guardia medica dimostra come la difesa della piena operatività del presidio richieda un impegno costante. Continueremo a lavorare con determinazione, ascoltando cittadini e operatori e rappresentando con decisione le esigenze del territorio nelle sedi competenti. La tutela della sanità pubblica non passa solo dai social e dai giornali, ma si costruisce ogni giorno attraverso un confronto serio, continuo e concreto, orientato esclusivamente all’interesse della comunità”.
Comune di Acquapendente
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