Tarquinia – Chat utilizzate durante i colpi, fotografie della merce sottratta, filmati, messaggi vocali e una base operativa in un ex hotel occupato a Cinecittà. Sono alcuni dei nuovi elementi emersi nell’indagine sulla banda di ladri seriali che avrebbe agito anche a Tarquinia.
Al gruppo vengono attribuiti 13 furti messi a segno in poche settimane tra Roma, Foligno, Avezzano e il litorale della Tuscia. Nel mirino sarebbero finite sia abitazioni private sia attività appartenenti a note catene commerciali.
La merce sottratta comprendeva abbigliamento di marca, smartphone, dispositivi elettronici, gioielli e altri oggetti preziosi. Il valore complessivo della refurtiva è stato stimato in oltre 200mila euro.
Le indagini hanno preso avvio dopo un inseguimento avvenuto a Roma, in viale Palmiro Togliatti. Uno dei componenti del gruppo, una volta fermato, è stato trovato in possesso di uno smartphone che avrebbe consentito agli investigatori di ricostruire l’organizzazione della banda e i collegamenti tra i complici.
Nel telefono erano conservati descrizioni, fotografie, video e messaggi vocali relativi ai furti. Durante le incursioni notturne i componenti del gruppo comunicavano attraverso le chat, utilizzate come una sorta di radio ricetrasmittente. Negli stessi scambi venivano poi commentati e celebrati i raid.
La base operativa della banda sarebbe stata individuata in un ex hotel occupato nella zona di Cinecittà.
Per entrare in alcuni esercizi commerciali, i ladri ricorrevano alla cosiddetta tecnica del buco. Con martelli pneumatici e arnesi da scasso praticavano un’apertura nelle pareti dei locali confinanti, riuscendo così a evitare gli ingressi principali e i sistemi di sicurezza.
A Tarquinia, in particolare, i carabinieri sono intervenuti sventando furti ai danni di centri commerciali. Le operazioni hanno dato luogo a inseguimenti e a diversi arresti.
Una volta terminato il colpo, la merce veniva fotografata e inserita in una sorta di catalogo digitale. Smartphone, dispositivi elettronici, vestiti firmati, gioielli e beni sottratti anche nelle abitazioni venivano poi proposti attraverso annunci online a circa la metà del prezzo di mercato.
La procura di Roma ha disposto sei misure cautelari. Quattro persone, tre uomini e una donna, sono finite in carcere, mentre altre due sono state sottoposte all’obbligo di presentazione in caserma. Per tutti l’accusa è associazione per delinquere finalizzata ai furti.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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