Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Annullati i provvedimenti di diniego e ordinato di riesaminare integralmente l'istanza - Ministero della Difesa condannato al pagamento delle spese processuali

Uranio impoverito, il Tar dà ragione agli eredi di un militare morto di tumore

di Silvana Cortignani
Condividi la notizia:

Viterbo – Riconosciuto il legame tra le missioni all’estero in ambienti contaminati dall’uso di munizione contenenti uranio impoverito e il tumore per un militare viterbese deceduto il 25 settembre 2021.


Uranio impoverito

Un’area contaminata dall’uranio impoverito


Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dagli eredi di un militare morto a causa di una grave patologia oncologica cerebrale, annullando i provvedimenti con cui il ministero della difesa e il comitato di verifica per le cause di servizio avevano negato il riconoscimento della dipendenza della malattia da causa di servizio e l’equo indennizzo.

I familiari del militare, assistiti e difesi dall’avvocato Simone Negro, hanno impugnato il decreto di diniego sostenendo la carenza di motivazione e il difetto di istruttoria da parte dell’amministrazione. Il soldato aveva infatti preso parte a diverse missioni internazionali in teatri operativi complessi — tra cui Kosovo, Iraq e Afghanistan — contesti noti e riconosciuti per l’esposizione ad ambienti contaminati da uranio impoverito e nanoparticelle di metalli pesanti.

“La sentenza rappresenta un passaggio di particolare rilievo nella tutela delle vittime del dovere – sottolinea l’avvocato negro – il Tar del Lazio ha annullato il diniego ministeriale, affermando un principio destinato a incidere significativamente sulla materia: non può essere il ricorrente a dover dimostrare l’inesistenza delle ragioni ostative al riconoscimento del beneficio, ma è l’amministrazione che, nel negarlo, ha l’onere di provare l’assenza del nesso causale tra il servizio prestato e l’evento lesivo.Questa decisione non costituisce soltanto una vittoria per il ricorrente, ma segna un’importante evoluzione giurisprudenziale, destinata a orientare l’azione amministrativa verso valutazioni più rigorose e motivate”.


Simone Negro

L’avvocato Simone Negro


Nella sentenza, i giudici amministrativi hanno richiamato i più recenti orientamenti del Consiglio di Stato relativi al riparto dell’onere probatorio per i militari impiegati all’estero. Secondo tali principi, al militare (o ai suoi eredi) spettava dimostrare l’avvenuto svolgimento del servizio in teatri operativi a rischio e la successiva insorgenza di una neoplasia per la quale la letteratura scientifica non escluda un legame causale. Di contro, spettava all’amministrazione della difesa l’onere di provare l’eventuale origine esclusivamente extra-lavorativa della malattia.

Nel caso in esame, mentre la difesa guidata dall’avvocato Simone Negro ha fornito adeguata documentazione sulle missioni svolte e sulla patologia sviluppata, il comitato di verifica si era limitato a richiamare in modo generico studi statistici generali, senza indicare alcun elemento concreto atte a dimostrare fattori causali alternativi specifici per il caso individuale.

Per queste ragioni, il Tar del Lazio ha annullato i provvedimenti di diniego e ha ordinato al comitato di riesaminare integralmente l’istanza conformandosi ai principi di diritto stabiliti, condannando il ministero della difesa al pagamento delle spese processuali.

Silvana Cortignani


Condividi la notizia:
25 luglio, 2026

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/