Viterbo – “Doveva essere la festa di lancio della candidatura di Viterbo e della Tuscia a Capitale Europea della Cultura 2033, il momento in cui il territorio si stringe attorno al progetto. È andata in scena, invece, davanti a una platea in larga parte vuota e senza gran parte dei sindaci della Tuscia annunciati dalla stessa amministrazione”. Così Marco De Carolis, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che sulla serata di domenica 13 luglio al teatro dell’Unione ha depositato un’interrogazione a risposta scritta e orale indirizzata alla sindaca Chiara Frontini e al vice sindaco e assessore alla Cultura Alfonso Antoniozzi.
Marco De Carolis
Nel documento il consigliere richiama il contrasto con quanto accadeva nella stessa giornata a poche centinaia di metri: “Mentre all’Unione la sala restava semivuota, piazza San Lorenzo si riempiva per il Tuscia Film Fest. Il pubblico c’era ed era in città: semplicemente non ha risposto all’appuntamento istituzionale. Ed è questo il vero dato politico”.
“Non si tratta di enfatizzare una serata andata storta — prosegue De Carolis —. Il punto è un altro: se una candidatura che ambisce a rappresentare Viterbo e la Tuscia in Europa non riesce a coinvolgere né la propria comunità né le amministrazioni del territorio, allora è legittimo e doveroso interrogarsi sul metodo, sull’organizzazione e sulle risorse messe in campo”.
Tre le richieste rivolte all’amministrazione. Anzitutto, quale valutazione la giunta dia dell’esito della manifestazione, in termini di partecipazione di pubblico e di presenza dei comuni, e se lo ritenga coerente con gli obiettivi e con il metodo dichiarati. In secondo luogo, quale sia stato il ruolo concreto del comune nell’organizzazione dell’evento — dall’ideazione al coordinamento, fino al coinvolgimento dei comuni della Tuscia — e quali risorse siano state impiegate. Infine, un rendiconto puntuale e dettagliato di tutte le spese sostenute per la giornata — sede, service, ospiti, comunicazione e ufficio stampa, compreso il corrispettivo riconosciuto alla società incaricata della comunicazione — con i relativi atti e l’imputazione a bilancio.
“I cittadini hanno diritto di sapere quanto è costata questa operazione e con quali risultati — conclude De Carolis —. La candidatura a capitale Europea della Cultura è un’occasione seria per Viterbo e per la Tuscia, e proprio per questo non può ridursi ad annunci e passerelle. Il percorso verso il 2033 deve fondarsi su una partecipazione reale e verificabile del territorio”.
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