Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore di Tusciaweb,
scrivo in qualità di cittadino in merito alla gestione dei costi della cultura a Viterbo. Scrivo per esprimere profondo sconcerto e rammarico in merito alle politiche tariffarie adottate per la campagna abbonamenti del teatro Unione per la stagione di prosa, attualmente in corso e fatta in collaborazione con Atcl.
Pur apprezzando e condividendo pienamente l’attenzione riservata agli studenti universitari meritevoli, un’iniziativa lodevole per incentivare i giovani all’avvicinamento al teatro, risulta incomprensibile la totale assenza di agevolazioni o riduzioni dedicate alla popolazione anziana e agli over 65.
Agevolazioni che in altri teatri di capoluoghi del Lazio (vedi Latina e Rieti, per esempio) esistono per andare incontro anche alle difficoltà finanziarie degli utenti pensionati, maggiorate in questi ultimi tempi dal caro diesel/benzina e dall’aumento dei costi di tutti i prodotti di prima necessità in generale.
Il teatro pubblico dell’Unione dovrebbe rappresentare un presidio culturale accessibile e inclusivo per l’intera comunità. Gli anziani costituiscono una fascia di pubblico storicamente fedele, per la quale la fruizione dello spettacolo dal vivo non è soltanto un’occasione di arricchimento culturale, ma anche un fondamentale momento di socializzazione e contrasto alla solitudine.
Applicare tariffe intere agli over 65, molti dei quali vivono con trattamenti pensionistici contenuti, crea un’ingiustificata disparità di trattamento rispetto ad altre categorie e rischia di escludere proprio chi ha sostenuto e vissuto il teatro cittadino per decenni.
La valorizzazione dei giovani non dovrebbe mai avvenire a scapito o nell’indifferenza della memoria e dell’esperienza delle generazioni più anziane.
Alla luce di queste considerazioni, con questa lettera pubblica chiedo alla sindaca Chiara Frontini e all’assessore Alfonso Antoniozzi, che percepiscono ogni fine mese uno stipendio molto più grande di quello dei pensionati, di riesaminare il piano tariffario e di prevedere, anche in corso di campagna e per le prossime programmazioni, una fascia di riduzione riservata agli over 65, ripristinando così un principio di equità e accessibilità universale alla cultura.
Non mi sembra giusto che a Latina e Rieti lo stesso spettacolo proposto in collaborazione Atcl penalizzi gli anziani viterbesi, costretti a pagare a prezzo pieno il costo del biglietto e il più delle volte a rimanere a casa.
Grazie per l’ospitalità.
R. C.
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