Viterbo – Nessuna festa all’ex consorzio, nessun droga party. “Un posto per dormire, non per fare festa. Benedetta era lì col compagno e lui l’ha lasciata sola”, dicono gli amici di Benedetta Marino a La vita in diretta. Secondo loro: “Lei si è sentita male e lui non l’ha aiutata”.
L’uomo, un quarantenne con diversi precedenti, lunedì mattina è stato sentito in procura dalla pm Paola Conti, cui avrebbe riferito che, dopo la serata del compleanno della 23enne trascorsa con gli amici in viale Trento, lei sarebbe voluta andare a dormire all’ex consorzio, mentre lui sarebbe tornato a casa.
“Lui ha detto che era a casa, che non era con lei e che l’ha trovata morta”, spiegano gli amici. Ma poi aggiungono che, la notte tra il 7 e l’8 agosto – sarebbero stati in 7-8 -, hanno accompagnato lei e il compagno sulla Teverina verso l’una e mezza e che la coppia è entrata insieme all’ex consorzio, mentre loro hanno proseguito per Santa Barbara.
“Poteva essere salvata. Se lui fosse rimasto lì, forse… Lui ha chiamato le forze dell’ordine e poi si è dato… – dice una ragazza senza essere ripresa in volto -. Lui non mi è mai piaciuto, la menava sempre, la riempiva di botte, aveva sempre gli occhi gonfi. Una storiaccia… Ogni tanto mi teneva la mano, me la stringeva, mi diceva: non te ne andare, rimani con me”.
“Non credo che sia droga, lei è stata lasciata lì, chi c’era se n’è andato”, la conclusione.
– “Benedetta aveva un carattere forte, segnato da una profonda sensibilità e fragilità” di Nicole Tarantello
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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